a15162 MANGIANDO SI IMPARA

 

Molte volte i problemi di salute che affliggono le persone sono causati da una cattiva alimentazione. Quando la situazione è questa, è sbagliato ricorrere subito ai medicinali per affrontare questi disturbi; bisogna per prima cosa individuare gli errori di alimentazione e correggerli, in modo da rimuoverne le cause . Solo dopo si potrà ricorrere ai medicinali, se i malanni non saranno cessati. E’ questo il messaggio che ci ha trasmesso il relatore del nostro incontro del 3 marzo, il Prof. Pierpaolo Pavan, responsabile del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione della ULSS 17. Con il suo intervento sul tema “Una buona alimentazione per una buona salute” ha voluto darci qualche spunto di riflessione. 

Uno dei problemi di salute odierni, almeno nei paesi sviluppati, è l’obesità, che è strettamente legata al tipo di alimentazione. Si stima che le patologie connesse all’obesità provochino 300.000 morti all’anno in Europa. Una persona obesa, oltre che avere una qualità di vita peggiore, è anche più esposta a malattie. Un persona si considera obesa quando nel suo organismo si è accumulato troppo grasso. Però per giudicare il grado di obesità di una persona non ci si deve semplicemente basare sul suo peso: se il suo peso è dato da uno scheletro robusto e dalla massa muscolare, non è obesa. Inoltre occorre considerare dove si è fissato il grasso; quello sui fianchi, specialmente nelle donne, è più che altro una riserva energetica. Il grasso nocivo è quello intra addominale; per una valutazione approssimativa ci si può basare sul giro vita: negli uomini dovrebbe essere entro i 102 cm., per le donne entro gli 88 cm., meglio se 8 cm. in meno rispetto a questi limiti. Con la TAC si può vedere bene questo grasso addominale. 

Per evitare l’accumulo di questo grasso pericoloso occorre una buona alimentazione che riduca la sua produzione, ed uno stile di vita che aiuti a bruciarlo con l’attività fisica. 

Ci sono tre regole d’oro per una sana alimentazione: 

-limitare la quantità 

-controllare la qualità 

-concedersi il tempo per mangiare 

Quanto alla quantità, spesso si fa poca attenzione alle calorie fornite da ciò che si mangia; ad esempio il pane ha meno calorie delle brioches o delle fette biscottate, la spremuta d’arancia meno delle aranciate. Ci si sazia spesso con cibi che forniscono calorie in eccesso.

Quanto alla qualità, bisognerebbe mangiare cibi poco raffinati, il più possibile naturali, e con una giusta scelta del tipo di cibo. Se ci rappresentiamo la piramide alimentare, nella quale la quantità di cibo consigliata è proporzionale alla superficie della sezione alle varie altezze, troveremo alla base la pasta, la frutta, le verdure, e verso la cima la carne. Si può dire che quella consigliata è la cosiddetta “dieta mediterranea”. 

Quanto al tempo, bisogna lasciare all’organismo il tempo di digerire con calma, ed evitare lo stress che favorisce l’accumulo del grasso addominale. E’ sbagliato pranzare in 10 minuti mangiando un panino in piedi. Ed è anche sbagliato fare il pasto principale alla sera. 

Una quarta regola per una vita sana è fare una qualche attività fisica. Questa mantiene tonici i muscoli, e scarica lo stress. Non c’è modo di impedire la progressiva decalcificazione delle ossa, ma i muscoli si possono recuperare sempre, e con dei muscoli in buone condizioni si possono evitare brutte fratture (come quelle al femore). 

Occorre tener conto che con il passare dl tempo il corpo cambia. Se ci si riferisce al peso di una persona, occorre considerare che il peso ottimale è differente in età diverse. 

 

Nel corso della sua esposizione il Dr. Pavan ha appoggiato quanto andava affermando citando alcuni casi reali di suoi pazienti. Una persona che presentava valori fuori dei limiti di pressione sanguigna, di colesterolo e di trigliceridi, senza assunzione di medicinali, solamente correggendo la sua dieta alimentare sbagliata è rientrato entro i limiti normali di quei valori.

Il discorso del Dr. Pavan è stato seguito con molto interesse dai presenti, che gli hanno rivolto molte domande. Probabilmente pochi di noi prestano la dovuta attenzione a quello che realmente mangiamo, e l’esortazione ad una maggiore attenzione non è certamente superflua. 

Fabio Sigovini