a15211 ROSARIO RIZZUTO - MAGNIFICO RETTORE UNIVERSITA' di PADOVA

Nella serata del 18 maggio ci siamo trovati al ristorante La Piroga in interclub con gli amici del RC Padova e del RC Padova Euganea, ed abbiamo avuto il piacere di ascoltare un relatore di eccezione, il Magnifico Rettore dell’Università di Padova, Prof. Rosario Rizzuto, che ci ha parlato del ruolo dell’Università per lo sviluppo di Padova e del territorio veneto. I soci dei tre club hanno partecipato numerosissimi e con particolare attenzione alla conviviale occupando l’intera sala ristorante.

 

Il Relatore ha iniziato riproponendo una domanda che gli era stata posta recentemente da una agenzia di rating internazionale: “Quali sono i punti di forza della Università di Padova?” 

Secondo il Relatore tre sono i punti cruciali da considerare.

Il primo punto è la storia, i principi che da 800 anni fanno della libertà il concetto su cui si basa la 

sua attività: libertà di ricerca, libertà di insegnamento. Anche in tempi difficili questa libertà è stata cercata e difesa; ad esempio, dopo il concilio di Trento, in piena controriforma, si è lasciata aperta la porta ai non cattolici.

Il secondo punto è la città, da 800 anni l’Università vive in Padova, la sua presenza nella città è particolarmente forte. Se confrontiamo la situazione di Padova con quella di due prestigiose università, Oxford e Cambridge, vediamo che Oxford ha 120.000 abitanti e 20.000 studenti, Cambridge ha 200 .000 abitanti e 20.000 studenti, Padova invece ha 200.000abitanti e 60.000 studenti. Secondo le parole del Relatore, “Padova è come un campus in cui vivono gli studenti”. 

Il terzo punto è che c’è un alto livello della qualità di insegnamento, e, fatto molto importante, la qualità è diffusa, la cultura di eccellenza non è ristretta a qualche specifico settore ma è presente in tutte le facoltà, in tutte le specializzazioni. E questo è il terzo punto su cui le autorità accademiche possono agire per mantenere la situazione e migliorarla.

Il cardine di ogni azione, ribadisce il Magnifico Rettore, deve essere la qualità della ricerca scientifica. Attualmente la ricerca è poco finanziata, ci sono fondi per solo 30 ricercatori; nonostante le ristrettezze finanziarie si è deciso di non diminuire questi fondi. Anzi c’è l’intenzione di portare a 200 i posti di ricercatore, cercando finanziamenti da sponsor privati e sollecitando la destinazione alla ricerca del 5 per 1000. Quanto al patrimonio umano, è di tutto rispetto. Il Relatore ha citato il caso di una rivista scientifica molto selettiva, che accetta di pubblicare solo articoli di riconosciuto valore; dei circa 1000 articoli fino ad ora pubblicati ben 43 provengono dall’Università di Padova.  

Un’altra via che si è deciso di percorrere è il reclutamento di professori all’estero. Si lamenta che i cervello italiani vadano all’estero; questo in se non è il male, è normale. Quello che è male è che non arrivino in Italia cervelli dall’estero. Si è deciso di disporre finanziamenti per richiamare professori/ricercatori dall’estero. Il programma è già in atto: uno è già arrivato, uno arriverà la settimana prossima, tre sono in trattative.

Si ritiene poi che sarebbe buona cosa attirare studenti stranieri, internazionalizzare i nostri corsi. Attualmente a Padova solo l’1% di studenti proviene dall’estero, mentre in alcune università straniere questa quota raggiunge il 30%. E’ qualificante se studenti stranieri scelgono di studiare da noi; e quando ritornano ai loro paesi costituiscono una rete di relazioni. A questo scopo si stanno prendendo contatti con università straniere, ad esempio con la più prestigiosa università cinese, quella di Shangai. 

Infine ci si propone di migliorare il rapporto e la collaborazione dell’Università con le imprese del nostro territorio. L’Università con la ricerca produce conoscenza e innovazione; però è il mondo produttivo che può sapere e capire quali conoscenze sono veramente utili ed applicabili. Mettere in comunicazione questi due mondi è l’obiettivo che si vuole perseguire. L’università già organizza stages presso le imprese, per mettere gli studenti in contatto con i reali ambienti lavorativi, ma gli stages possono servire anche come vie di trasferimento diretto di conoscenze. E si può trasferire molta più conoscenza usando canali nuovi.  “Per aprire il portafoglio delle conoscenze” si pensa ad una società, tutta partecipata dall’Università, che faccia da interfaccia con le imprese. 

Far conoscere Padova e far conoscere la sua Università sono due obiettivi complementari che si possono perseguire in molti modi. Ad esempio nel 2017 cadrà il bimillenario della morte di Tito Livio, e sarà l’occasione di far conoscere Padova nel mondo; allo scopo verrà predisposta una ricostruzione virtuale della città in epoca romana. 

C’è anche un obiettivo che potremmo chiamare “sport e benessere”; si è deciso di costruire una cittadella dello sport, che metta a disposizione degli studenti una sede sportiva di alta qualità. Sarà una acquisizione anche per la città. 

Tra i principali paesi europei l’Italia ha la più bassa percentuale di laureati, e di questo è causa anche il costo degli studi. Ultimamente il numero degli studenti iscritti è diminuito; per contrastare questa tendenza si sono destinati nuovi fondi per borse di studio, e si è modificato il meccanismo di calcolo delle tasse universitarie in maniera tale che si avrà una loro riduzione per il 30% degli studenti. 

 

L’Università è a Padova una realtà viva, e le parole del Relatore sono state seguite con attenzione ed interesse, stimolando alla fine numerose domande. 

La consegna , come ricordo di una matita, ha suggellato un incontro particolarmente significativo.

Testo : Fabio Sigovini 

Foto: Giancarlo Callegari