a16022 PARLIAMO DEL REFERENDUM

Giovedì 29 settembre

Interclub con Padova Contarini 

Parliamo del Referendum 

Per l’Interclub con il RC Padova Contarini nella serata del 29 settembre il nostro RC ha organizzato un dibattito su un argomento di stretta attualità, il prossimo referendum confermativo sulle modifiche alla Costituzione della Repubblica Italiana. Il dibattito è stato organizzato con una scena quasi “televisiva”. 

 

Su un piccolo palco con sei poltroncine hanno preso posto la nostra socia Nicoletta Ghedini come moderatrice, i due relatori, il Prof. Filippo Viglione e il Prof Marco Gianpieretti, e tre nostri soci che per mestiere hanno a che fare con la legge, Luciano Penasa, Rodolfo Bettiol e Piero Mazzola. Il dibattito ha avuto il pregio di trascurare gli aspetti politici del referendum, concentrandosi invece sul merito delle modifiche alla Costituzione che i cittadini dovrebbero approvare o respingere.

Il Prof. Viglione ha esordito esponendo i tre obiettivi che con la riforma della Costituzione ci si propone. Il primo è il superamento del bicameralismo perfetto, con il quale Camera e Senato fanno esattamente le stesse cose, che quindi devono essere fatte due volte, con le leggi che rimbalzano dall’una all’altro, con i tempi che si allungano. C’è poi la possibilità, con le regole attuali, di avere maggioranze diverse alla Camera ed al Senato, con il rischio di paralisi delle istituzioni. Il secondo obiettivo è di ridefinire il rapporto tra Stato e Regioni, razionalizzando le rispettive competenze e rimettendo ordine nella confusione e nell’incertezza attuali. Il terzo obiettivo, minore per importanza, è di rendere più accessibili gli strumenti di democrazia diretta, come i referendum. Questi obiettivi sono condivisi praticamente da tutti (almeno a parole), le riforme costituzionali sono riconosciute necessarie; quello che crea divisioni sono le cose da cambiare e come cambiarle. E’ comunque da ricordare che le modifiche riguardano solo la seconda parte della Costituzione, quella normativa, lasciando intatta la prima parte che afferma i principi che devono ispirare il funzionamento della Repubblica. Se le riforme costituzionali saranno approvate dai cittadini nel referendum, si dovrebbe avere anche una diminuzione dei costi delle istituzioni; non è comunque questa la questione principale. Per il Prof. Viglione non vi sono pericoli di un esagerato potere attribuito al Governo, come alcuni critici della riforma temono; le istituzioni riformate non dovrebbero presentare squilibri, e dovrebbero favorire la governabilità.

Il Prof. Giampieretti non è invece del tutto tranquillo su questo punto (la troppa forza del Governo). Ma le sue perplessità riguardano principalmente la nuova struttura del Senato, che sarebbe composto da amministratori locali senza compenso aggiuntivo. La preoccupazione riguarda la qualità del lavoro del Senato, che verrebbe in pratica svolto part-time. L’attività come senatore e quella come amministratore locale richiedono, per essere svolte bene, una applicazione a tempo pieno. E tra le due quella come senatore verrebbe sicuramente sacrificata, perché è sulla attività come amministratore locale che verrebbe dato il giudizio degli elettori. Inoltre è probabile che i senatori voterebbero per appartenenza di partito. Quanto al riordino delle competenze di Stato e Regioni, il Prof. Giampieretti osserva che lo Stato risulta più forte di prima, ma approva il ritorno allo Stato di certe competenze che era stato un errore trasferire alle Regioni. “Nella nostra Repubblica parlamentare la maggioranza delle leggi sono di iniziativa governativa, diretta o per delega". 

I futuri senatori che restano anche amministratori locali, saranno giudicati, dagli elettori, per questa attività e non per quella di senatori” ha commentato la moderatrice Ghedini. 

Riprendendo la parola il Prof. Viglione ha riaffermato che non è vero che la riforma farebbe il Governo troppo potente; togliendo alcuni ostacoli alla sua azione, la riforma aumenta la responsabilità del Governo. E di maggior responsabilità c’è un grande bisogno. La riforma non è perfetta, ha certamente difetti ma non ha niente contro la responsabilità.

Concludendo il Prof. Giampieretti ha osservato che purtroppo la nostra costituzione è poco conosciuta dai cittadini. Riferendosi poi ai commenti ed alle dichiarazioni che si sentono specialmente all’estero, ha dichiarato che la costituzione di un paese è un affare interno, e non deve essere modificata per tranquillizzare le agenzie di rating.

 

Fabio Sigovini