a16093 PAOLO BARATTA ospite del CLUB

Nella serata del 23 marzo il nostro RC, unito in Interclub con i RC Padova, Padova Contarini, Este-Monselice e Camposampiero, ha avuto il piacere di avere come ospite e relatore Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia. La Biennale è una istituzione culturale prestigiosa che opera in molti campi: arte, architettura, cinema, danza, musica, teatro. E’ un marchio italiano nel mondo.

Tra tutte le attività culturali della Biennale, il Presidente Baratta, stimolato dalle domande del moderatore, il giornalista Franco Dassisti di Radio 24, si è focalizzato su quella che è forse la sua iniziativa più nota, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

 

La Mostra è nata per iniziativa del Conte Volpi nel 1932, quando si decise che il cinema poteva essere una espressione artistica. E’stata la prima iniziativa del genere al mondo; il palazzo del Cinema al Lido di Venezia con la sua Sala Grande è stato il primo edificio costruito espressamente ed esclusivamente per il cinema.

Il cinema in certi periodi è stato un fenomeno importante, è stato una finestra aperta sul mondo. Negli anni 50 è stato l’intrattenimento più popolare; si pensi che nel 1953 in Italia sono stati venduti 880 milioni di biglietti. La Mostra ha contribuito a far conoscere la cinematografia di paesi lontani (Giappone, India, Cina). Negli anni delle leggi razziali ha continuato a presentare film di registi ebrei.

Quello che ha da sempre caratterizzato la Mostra è il rigore nella scelta dei film da presentare. Si è guardato al cinema non solo come intrattenimento, ma anche come interrogativo sulla condizione umana. La Mostra ha diverse sezioni in cui sono riuniti i film proposti, e non sono mancati i film prettamente commerciali (vedi la sezione “fuori concorso”); ma nelle sezioni in concorso il criterio di scelta è sempre stato solo il valore artistico e culturale dei film. Questo rigore ha dato prestigio alla Mostra e l’essere stati fedeli ad una selezione basata sulla qualità ha portato la Mostra ad essere luogo di elezione per avere un valore aggiunto: essere stato a Venezia è una carta in più per un film che si candida altrove. In un dato periodo hanno avuto la “nomination” agli Oscar 12 film passati a Cannes contro 30 passati a Venezia.

Il rigore nella scelta dei film richiede molto coraggio e saper assumere rischi, per evitare compromessi e riuscire a presentare al mondo qualcosa di stimolante.

Un altro requisito per entrare in concorso a Venezia è di essere un film nuovo, non uscito ancora nelle sale e non già presentato altrove. Spesso questo porta a corse contro il tempo, per nire il film in tempo per la Mostra; capita che gli autori vedano il loro film per la prima volta nella versione definitiva a Venezia.

Come è oggi la situazione della Mostra ? E’ un meccanismo complesso, non semplice da gestire. Lo scorso anno ci sono state 475 proiezioni in 10 giorni. In ogni edizione vengono proiettati 150-160 film diversi, con sottotitoli in italiano ed in inglese. Dopo gli ultimi miglioramenti la Mostra dispone di 5000 posti a sedere. Si voleva costruire un nuovo avveniristico palazzo del cinema, in parte interrato, ma poi si è scoperta la presenza di amianto nel posto scelto. Si è provveduto allora al restauro delle sale tradizionali.

Si dice “ Mostra del Cinema di Venezia”, ma in realtà il luogo della Mostra non è Venezia, è il Lido. Mentre altri Festival come quelli di Cannes e di Berlino hanno a disposizione i servizi di una città, quello di Venezia ha il Lido. Per l’ospitalità c’è un solo grande albergo a disposizione, per il resto sono piccole strutture o case private. Si sta pensando a organizzare qualcosa specialmente per i giovani, facendo convenzioni con strutture tipo case dello studente.

Però l’ambiente ristretto del Lido nel periodo della Mostra diventa un mondo a se, dove uno si può godere l’atmosfera e lavorare in tranquillità. In questo periodo vengono accreditati 1100 giornalisti stranieri (e questo dà la misura della validità della Mostra e del suo essere effettivamente internazionale). La Mostra poi è anche tutto il contorno: il tappeto rosso, i divi che s lano, i giovani che fanno ala per vederli, per avere autografa, per farsi fotografare con loro, le bizze dei divi.

Il Direttore della Mostra ha molta autonomia, e la difende contro tutte le pressioni esterne..
Anche la giuria della Mostra gode di molta autonomia; la nomina il Direttore, ma poi non è in grado di controllarla. Nella giuria entrano nomi di spicco del mondo del cinema, ed a personaggi del genere non si può certo dire cosa devono fare e come si devono comportare.

 

Fabio Sigovini