a17131 LA STORIA della RUOTA

 

CONVIVIALE INTERCLUB 21-03-201- Promossa da R.C. P.D. Euganea

 Incontro con Maurizio Ripa Bonati 

 

Il nostro emblema, la ruota del Rotary, esiste, più o meno, da quando esiste il Rotary, ma ha visto la sua più importante evoluzione nel corso dei primi quindici anni dell’associazione.

Il progetto iniziale fu creato dall’incisore e socio del Rotary Club di Chicago, Montagne “Monty” Bear, nel 1905, poco dopo la nascita del primo Rotary Club. Sollecitato a creare un’insegna che simboleggiasse il suo Club, Bear ideò una ruota di calesse con tredici raggi. Questa idea incontrò l’approvazione di Paul P. Harris e degli altri soci fondatori.

Il primo stemma Rotary: ideato nel 1905

 

Siccome una ruota gira, prendere come insegna una ruota di carrozza sembrava una scelta naturale per un Club che si auto definiva Rotary Club.

L’automobile, nel 1905, era pur sempre ancora ai suoi primi anni di vita per cui una ruota di calesse era ancora un segno dei tempi.

Tuttavia, dopo poco, i soci cominciarono a criticare questo simbolo che trovavano troppo statico e senza vita, per cui Baer fu invitato a lavorarci sopra di nuovo.Questa volta Baer cercò l’ispirazione nel cielo. Aggiunse un elemento grafico che mirava a dare alla ruota l’effetto di movimento sopra un letto di nuvole.

Ma non tutti i soci interpretarono il simbolo allo stesso modo.Per alcuni quelle nuvole sembravano piuttosto polvere e, oltretutto, non erano rispettate le regole della fisica: non ci potevano essere nubi di polvere prima e dopo la ruota. “Nemmeno il Rotary è in grado di far sollevare la polvere prima e dopo una ruota!” sbottò il Rotariano “Long” Tom Phillips commentando questa infelice idea. “Ma dove stiamo andando?”

 

Il secondo stemma: la variazione è del 1906.

 

Quindi, il grafico Baer si rimise all’opera una terza volta e, pur mantenendo le nuvole di polvere, aggiunse sotto la ruota un nastro decorativo con la scritta “Rotary Club”. Anche se con qualche leggera modifica, volta a alleggerire l’inchiostro troppo scuro dove c’erano le nuvole di polvere, questo emblema, nato attorno al 1910, sopravvisse per vari anni.

Dal 1910 in poi il Rotary si espanse oltre la città di Chicago: negli Stati Uniti si contavano sedici Club che costituirono l’Associazione Nazionale dei Club Rotary.

E con l’atto costitutivo ogni Club cominciò ad ideare anche un proprio emblema, sulla base del motivo della ruota di calesse creato dal Baer.

La terza variazione: nata nel 1910.

Il progetto di Baer provocò molte divergenze durante la creazione dei primi emblemi di Club.

Infatti, i Club volevano spesso inserire nel proprio emblema dei riferimenti alla storia o alle particolarità locali. Ad esempio, il RC di Lincoln, in Nebraska, sovrappose la ruota al 1910 ritratto di Abramo Lincoln, il RC di Oakland, in California, inserì la ruota sulle fronde di una quercia. E così, ben presto la ruota del Rotary iniziò a cambiare. Parecchi Club trasformarono le loro ruote in un’altra forma sferica o circolare: timoni di nave, volanti, stelle, globi e altri oggetti rotondi.Verso un nuovo emblema.

La nascente Associazione Internazionale dei Club si rese conto che occorreva darsi un emblema standardizzato e ufficiale che potesse essere adottato da tutti i Club. Nel 1911 il redattore della Rivista rotariana nazionale e Segretario Generale dell’Associazione, Chesley R.Perry, invitò i Club a sottoporre dei bozzetti e delle proposte ad una speciale “Commissione per l’emblema”, alla Convention 1912 di Duluth, nel Minnesota.Osservando i primi bozzetti dei due Club della Pennsylvania è facile intravvedere come la nuova ruota del Rotary stia ormai prendendo forma.

Il RC di Pittsburgh sembra sia stato il primo Club a rifarsi, verso la fine del 1910, all’iconografia dell’ingranaggio meccanico,evidenziando la forte crescita industriale della sua città.

Ma il vero precursore di quello che divenne poi l’emblema ufficiale del Rotary International fu il RC di Philadelphia, attorno al 1911, con il suo primo emblema, la carta intestata e la spilla per il bavero. Il Club fu anche un lungimirante precursore quando abbreviò il nome dell’Associazione Internazionale dei Club Rotary in “ROTARY INTERNATIONAL” e ciò un anno prima che questa espressione fosse adottata e introdotta ufficialmente.

 

Questa è del 1912: già molto simile a quella definitiva.

Ora che la “Commissione per l’emblema” aveva individuato il disegno del simbolo, da Duluth venne anche la descrizione della ruota.

“L’emblema consiste in una ruota con denti d’ingranaggio sul bordo esterno e con raggi sufficientemente separati da lasciare spazio allo smalto e da lasciare vedere bene i raggi”. Nel progetto originale i raggi simboleggiavano “la forza”, mentre i denti, o l’ingranaggio, simboleggiano “la potenza”.

Nonostante questa descrizione ufficiale, negli anni che seguirono, i singoli Rotary Club continuarono a sbizzarrirsi con versioni proprie, diverse da quella standard decisa a Duluth, con grave disappunto del quartier generale.

Per risolvere il problema, nel dicembre del 1918, il Consiglio d’Amministrazione deliberò l’adozione della ruota dentata come marchio sociale ufficiale.

Malgrado ciò la confusione continuò a regnare e la ruota del Rotary continuò a essere rappresentata nelle più svariate forme. Alcune fonti parlano di ben 57 diverse versioni di ruote del Rotary registrate fino al 1920. Anche la Rivista ufficiale “The Rotarian” non contribuì a fare chiarezza: per tre mesi consecutivi, nella primavera del 1919, la rivista pubblicò tre diverse immagini di ruota del Rotary, ogni volta con un numero diverso di denti e di raggi.

Verifica del realismo grafico.

Per Charles Mackintosh e Oscar Bjorge, del RC di Chicago e di Duluth, la ruota del Rotary così come era stata disegnata non poteva funzionare. In un articolo scritto in comune nel gennaio del 1920 sulla Rivista “The Rotarian”, intitolato “ Riprogettare la ruota del Rotary”, essi lamentavano il continuo cambiamento del numero dei denti e dei raggi e invitavano i Club ad adottare il bozzetto ufficiale, anche se questo disegno poneva un grosso problema: la ruota non era meccanicamente funzionante.

Mackintosh e Bjorge sostennero che questa ruota, con le sue strane proporzioni, con i suoi denti troppo piccoli e gli spazi troppo larghi tra i denti “non avrebbe funzionato a lungo prima che tutti i denti ne fossero strappati”. Per loro l’emblema era “la più impossibile ruota dentata che solo il cervello di un artista aveva potuto concepire”.
La rielaborazione ingegneristica della ruota che essi suggerivano, prevedeva 6 raggi e 24 denti, e un aspetto più robusto. Il Rotary sembrava avere finalmente trovato il suo emblema ufficiale.
Dopo l’apparizione di quest’articolo il quartier generale del Rotary avviò i passi per fare adottare la ruota così riveduta alla prossima Convention.
Ma non era ancora finita.
Non appena la soluzione fu presentata, ai primi del 1920, sulla Rivista “The Rotarian”, un altro Rotariano, Will R. Forker del RC Los Angeles, in California, evidenziò un altro grave difetto nell’emblema ridisegnato: “Il mozzo della nuova ruota è il mozzo di una ruota o di un ingranaggio inattivo ... non c’è alcun elemento in grado di trasmettere l’energia verso o dall’albero motore. La mia concezione del Rotary non è quella di un’organizzazione inattiva ... ma di una reale forza vitale”. Forker suggerì, quindi, d’inserire la “sede della chiavetta” nel mozzo per fare della nuova ruota un “elemento attivo”.
Le specifiche ufficiali della nuova ruota del Rotary, meccanicamente corretta, furono definitivamente approvate dal Board del RI nel mese di gennaio del 1924 e la nuova ruota, i cui colori ufficiali sono il blu reale e l’oro, da allora, è rimasta immutata e continua a girare correttamente.
 
Lo stemma adottato a partire dal 1924 al 2014
 
Il Rotary è una grande macchina
Per i Rotariani del passato e del presente la ruota del Rotary ha evocato ed evoca l’immagine di una macchina ben oliata, efficiente che lavora al servizio dell’umanità. “L’ingranaggio è davvero rappresentativo del Rotary” scriveva sul “The Rota- rian”, nel marzo del 1920, William E. Fulton del RC di Waterbury, nel Connecticut. “La ruota deve essere dal 1924 a oggi simmetrica, ben proporzionata in tutte le sue componenti e ben equilibrata così che possa girare in modo scorrevole e centrato. Proprio come un buon rotariano. Di un ingranaggio noi non pensiamo come a una cosa a sé stante: ha sempre un ingranaggio compagno ... che sta per fratellanza”.