a17154 IL TEATRO ROMANO DI PADOVA

In epoca romana Padova era una città importante, ricca e dotata di grandi monumenti. Alcuni di questi sono conosciuti da lungo tempo, perché i loro resti sono stati sempre visibili, come ad esempio l’Anfiteatro.

Di altri sembrava perso anche il ricordo, come nel caso del Teatro, di cui sembrava scomparsa ogni testimonianza. Ma in realtà le tracce c’erano, e proprio della riscoperta del Teatro romano di Padova ci ha parlato nella serata del 24 maggio il Prof. Jacopo Bonetto, Direttore del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. 

 

Questo lavoro di riscoperta si inquadra nel progetto “Livius noster”, attivato in occasione del bimillenario della morte di Tito Livio. Sono stati studiati i resti di edifici ed infrastrutture di epoca romana presenti in molti punti della città, ed i reperti “mobili” presenti nel Museo. E’ stato analizzato anche ciò che resta del Teatro romano di Padova conosciuto come lo Zairo. Per la verità la riscoperta dello Zairo risale agli anni 1775 e 1795, fatta in occasione della sistemazione di Prato della Valle; perché proprio lì sotto giacciono i resti del Teatro. 

Poi negli anni 1963-1964 e ancora nel 1984, in occasione della pulizia della canaletta dell’isola Memmia di Prato della Valle, fu tolta l’acqua dal sito e si poterono esaminare i ruderi del Teatro che erano affiorati. Tolta l’acqua e rimossi i fanghi, e tolti gli oggetti trovati (c’era di tutto: cellulari, biciclette, monopattini, ...), si poterono effettuare accurati rilievi delle strutture affiorate, fare indagini sui materiali da costruzione utilizzati, eseguire carotaggi.

 

Fu sperimentato anche un drone per fare fotografie e riprese dall’alto di tutto il Prato della Valle. Nella ricostruzione di come doveva essere stato il Teatro di Padova ci si valse delle analogie con il Teatro di Pompeo a Roma. La riscoperta dei resti del Teatro suscitò notevole interesse nella cittadinanza, e furono organizzate visite guidate della canaletta svuotata.

Oltre ad utilizzare i rilievi eseguiti per una ricostruzione in 2D della Padova romana, approfittando delle tecnologie più recenti oggi disponibili si operò per una ricostruzione virtuale in 3D, cominciando dai luoghi più importanti: l’Anfiteatro, il Porto fluviale, il ponte di San Lorenzo e il Teatro. Così oggi disponiamo di un “Patavium virtual tour”, di cui sono state fatte le prime sperimentazioni.

Testo: F. Sigovini

Foto: M. Frego