a15061 ESPOSIZIONE UNIVERSALE DI MILANO

 

h150611fIl piacere di vivere il bello in compagnia di amici! Definirei così le due intense giornate trascorse assieme. Magnificenza del passato e moderne architetture straordinarie. Contrasti e continuità. Il Duomo, la Reggia di Monza e l'Esposizione universale di Milano.

Nel pomeriggio del giorno di arrivo a Monza, un "avamposto" con il Presidente Giovanni Selmin ha scelto di visitare l'Expo anticipando la visita collettiva programmata per il giorno successivo. 

Altri hanno scelto invece di restare a Monza per visitare il Duomo con al suo interno la Cappella di Teodolinda recentemente restaurata e, infine, la Villa Reale. 

Il primo nucleo storico del Duomo consisteva in una cappella palatina fatta costruire nel 595 dalla Regina cattolica dei Longobardi Teodolinda, dotandola di una rendita e di un tesoro. 

Più volte ampliata e restaurata, a partire dall'anno 1300 i Visconti promossero la ricostruzione di un nuovo edificio in forme romanico-gotiche. L'abside maggiore del Duomo è affiancata da due Cappelle entrambe di grandi dimensioni. 

In quella meridionale dedicata alla Vergine, è sepolta Caterina Visconti, madre del duca Filippo Maria, mentre in quella settentrionale è collocato il sarcofago della Regina Teodolinda. 

Le Storie della principessa bavara Teodolinda, la vita di corte e i suoi due matrimoni regali sono rappresentate nelle pitture murali con tono profano del tutto insolito per un edificio sacro, con profusione di decorazioni dorate e colori preziosi. 

Teodolinda sposata in prime nozze ad Autari, re dei Longobardi, si risposò con Agilulfo, duca di Torino, divenuto re nel maggio del 591 a Milano per investitura di un'assemblea del popolo. 

L'opera pittorica, ad esclusione della volta con gli Evangelisti, è attribuita alla bottega familiare degli Zavattari, di cui si nomina Franceschino nel contratto del 1445 per la decorazione della Cappella. I grandi stemmi dipinti sulle pareti della Cappella rimandano al committente duca regnante, Filippo Maria Visconti, ultimo discendente della famiglia ed al genero Francesco Sforza, marito dal 1441 della figlia naturale del duca Bianca Maria, il cui figlio Galeazzo Maria aveva assicurato la continuità dinastica. 

Il restauro delle pitture murali della Cappella di Teodolina è stato ultimato nel 2014 dopo sei anni di lavoro "chirurgico" di altissima capacità e competenza con ultrasuoni, laser, nanoparticelle, sorgenti luminose on demand, restituendo così al pubblico i capolavori pittorici che noi stessi abbiamo potuto apprezzare.

All'interno della Cappella, re Umberto I di Savoia promosse la realizzazione di un altare-reliquiario per la conservazione della Corona Ferrea, capolavoro di oreficeria ostrogota, che secondo la tradizione conserva al suo interno una lamina ricavata da uno dei chiodi della Croce di Cristo. Simbolo della regalità e nel contempo reliquia, con la Corona Ferrea vennero incoronati, fra gli altri, re d'Italia il vincitore del Longobardi, il franco Carlo Magno; Carlo V nel 1530 a Bologna; Napoleone Buonaparte nel 1805 quando si impose da solo la corona e disse "Dio me l'ha data e guai a chi me la toglie" ! 

h150617fIl pomeriggio di giovedì è proseguito con la visita della Villa Reale, "casa di campagna" per l'arciduca Ferdinando d'Asburgo, governatore generale della Lombardia, quarto figlio dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria che ne commissionò la realizzazione, avvenuta fra il 1777 e il 1780, all'imperial regio architetto Giuseppe Piermarini. Il dominio austriaco portò a Monza una rinascita culturale, urbanistica ed economica ben espressi nell'impianto complessivo della Villa, che riprende lo schema a corte aperta delle ville di delizia lombarde sei-settecentesche. Abbiamo visitato gli appartamenti arciducali e quelli per ricevere e intrattenere gli ospiti. La Villa fu con gli Asburgo residenza arciducale (Ferdinando, Ranieri), con i francesi vicereale (Eugenio di Beauharnais) ed infine reale (Vittorio Emanuele II, Umberto I). 

Con editto napoleonico nel 1805 venne costruito un grande parco reale con funzioni di svago, riposo, caccia, allevamento e produzione di animali e piante nella logica della pubblica utilità. Lo scopo era di farne una tenuta agricola modello. Risulta dalla documentazione che Giuseppina Bonaparte volle un parco più grande di quello di Versailles. 

Desiderio esaudito. Circondato da un muro di cinta lungo 14 chilometri costituisce il più esteso parco d'Europa con i suoi 700 ettari che comprendono il celebre tracciato dell'Autodromo. Attraversa il parco il fiume Lambro le cui acque un tempo azionavano numerosi mulini. Al parco vennero in seguito annesse cascine, mulini, edifici nobiliari di notevole interesse (villa Mirabello e Mirabellino) che contribuiscono alla sua bellezza non soltanto naturalistica. Con la sconfitta di Waterloo la città di Monza ritornò agli Asburgo e quindi ai sovrani di Casa Savoia, la cui presenza in Villa Reale terminò tragicamente con l'assassinio di Re Umberto I il 29 luglio 1900. 

 

h150614fDopo un così "ricco" pomeriggio, ci siamo preparati per la superba serata: eleganza del ristorante prescelto, hotel de la Ville di Monza; raffinato menu; atmosfera piacevolissima. Squisiti "padroni di casa", il Presidente Giovanni Selmin con la Signora Serena.

 

 

 

 

 

h150615fHanno onorato la serata Rotariana con la loro presenza al tavolo della Presidenza, alcuni illustri rappresentanti delle più alte cariche istituzionali: il Questore di Milano Luigi Savina, Il Sost.Proc. della Rep. presso il Tribunale di Milano, dr.ssa Donata Costa, il Direttore Amministrativo dell’Istituto dei Tumori di Milano Dott.Luigi Caiazzo ed altri numerosi ospiti .

 

 

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 Al termine della serata tradizionale scambio di gagliardetti con il Presidente del Rotary Club di Monza Antonio Sala , che per l’occasione era accompagnato dal proprio direttivo.

 

 

 

 

Ci attendeva il giorno successivo una giornata intensa. Ma ce l'abbiamo fatta!! Possiamo dire: "Noi c'eravamo". Per la seconda volta il grande incontro dell'Expo si è tenuto a Milano. Il precedente del 1906 venne dedicato ai trasporti e celebrò il traforo del Sempione. Lasciò in eredità a Milano il parco Sempione e l'acquario civico, nonchè più di duecento edifici costruiti per la manifestazione. 

Molte sono le tipologie di Expo, primarie e secondarie. Le due principali categorie sono Esposizione Universale, di durata più lunga, normalmente un semestre con argomenti più vasti; Esposizione Internazionale, di durata più breve e di tema più specifico. 

L'attuale Expo di Milano è classificata universale; si intitola "Nutrire il pianeta - energia per la vita". La visita è davvero un dialogo col mondo alla scoperta delle culture di tutto il Pianeta: cibo, tradizioni, educazione, spettacoli. E' stato ben descritto come:"un viaggio che descrive un luogo dove culture, tradizioni e sapori si incrociano tra architetture straordinarie". 

Architetture davvero inimmaginabili, che consentono un giro speciale per il mondo, dove i singoli Paesi esprimono i propri usi e costumi, impegnandosi insieme per migliorare le condizioni di vita future, spronare e incoraggiare lo sviluppo e l'innovazione nei più svariati settori, accrescerne le conoscenze grazie alla cooperazione che si crea in questo laboratorio per il futuro. Sperimentano "il tutto insieme". 

Daltronde lo scopo proprio delle Esposizioni Universali e Internazionali è di rafforzare le relazioni internazionali tra i paesi partecipanti. L'area di Milano è di 1,1 milioni di metri quadrati, ed è un'esposizone-giardino con più di 12 mila alberi, giochi d'acqua e un lungo canale che la circonda. I padiglioni dei Paesi partecipanti si affacciano sui due grandi viali principali, il Cardo e il Decumano; piazze e aree comuni sono dedicati agli eventi ed alla ristorazione. 

 

h150612fDel Padiglione Italia, che dire se non definirlo un trionfo delle nostre bellezze!! Tradizione, innovazione, turismo, cultura, paesaggio e agricoltura. Nei giorni della nostra visita la settimana era dedicata alla Regione Calabria con un ricco calendario di presentazione delle eccellenze agroalimentari, della tradizione popolare e di spettacoli. 

Menzioniamo infine il bellissimo Padiglione Zero che racconta la storia dell'uomo sulla Terra attraverso il suo rapporto con il cibo. Altra area tematica è il Future Food District che ci spiega come la tecnologia cambierà le modalità di conservazione, distribuzione, acquisto e consumo di cibo. 

L'ora del ritorno era giunta, la voglia di lasciarci no. 

 

 

Un grazie, quindi, al Presidente Giovanni Selmin e al Segretario, Roberto Masciotti, che hanno saputo cogliere lo spirito di tutti ed organizzare un'improvvisata, ma ottima cena alla Bulesca per concludere la serata e trattenerci ancora assieme in allegria.

 

 

Un ringraziamento particolare a

 

Mauro e Paolo Frego per lo straordinario servizio fotografico

Liliana Spagnesi per il testo e le foto