a10131 QUIRINO DE GIORGIO - ARCHITETTO FUTURISTA

Alessandra Possamai

 

La sera del 27 gennaio ha visto il Rotary Padova Est incontrarsi in un‟Interclub al ristorante “LaBulesca” con il Lions Host di Padova. Al tavolo d‟onore presieduto da Sandra Nicoletto, erano presenti oltre al nostro Presidente Piero Mazzola con la Signora Anna, la relatrice Professoressa Alessandra Possamai accompagnata dal marito Pietro Vita, l‟Arch. Guglielmo Monti già Soprintendente ai Beni Architettonici e del Paesaggio del Veneto Orientale e Gina Tromben compagna di Quirino De Giorgio. 

Durante la serata la Professoressa Alessandra Possamai ci ha intrattenuto con un„interessante conversazione centrata sull‟architettura dei primi decenni del '900, prendendo in esame la figura di Quirino De Giorgio, importante architetto operante prevalentemente nel Padovano, corroborando la presentazione con una ricca selezione delle sue opere progettate o realizzate, di case, palazzi, villini e monumenti. 

 

Quirino De Giorgio, nato a Palmanova nel 1907, si è trasferito negli anni giovanili a Padova dove poi è vissuto ed ha lavorato fino alla morte , avvenuta nel 1998. 

E‟ stato un artista, dapprima aderente alla corrente futurista, quindi, dopo il secondo conflitto   mondiale, alla corrente razionalista di cui fu uno dei più rilevanti esempi in Italia. 

Il De Giorgio si iscrive ad Architettura a Venezia ma, impegnato da subito dall‟attività professiona-le, conseguirà la laurea solo nel 1959. Si iscriverà all‟Ordine degli Architetti nel 1960, dopo aver svolto l’attività pro-fessionale per più di trenta anni. 

Negli anni '30 riceve molti incarichi di progettazione da parte della Pubblica Amministrazione: sono di questo periodo le Case del Fascio di Noventa Padovana, di Sant'Urbano, di Vigonza, di Pontelongo, di Piazzola  sul Brenta, le sedi dei gruppi rionali fascisti a Padova in via Giordano Bruno, in Via Cristoforo Moro. Progetta ex-novo i nuovi nuclei dei paesi di Vigonza e di Candiana, che vengono realizzati in tempo di record: poco più di due mesi. 

Al termine della guerra trascorre un periodo di scarsa attività in quanto ritenuto vicino alle posizioni del fascismo, ma riprende l'attività già entro la fine degli anni '40 realizzando i cinema Altino (in via Altinate a Padova) e Quirinetta ( in piazza Insurrezione a Padova ). Alcune sue opere non sono più esistenti, una perduta era il grande complesso sportivo situato in Via Giordano Bruno a Padova, lungo le mura rinascimentali della città, che comprendeva il Teatro dei 10.000, un grande teatro all'aperto costruito sullo stile di una arena romana, demolito negli anni '60 (sorgeva a fianco del Gruppo Rionale Fascista Bonservizi). È stato abbattuto per far posto a dei campi da tennis. 

Nel 1996, De Giorgio dona al Comune di Vigonza il proprio archivio professionale , costituito prevalentemente da progetti, disegni, preventivi, foto, modellini e campioni di materiali. Oggi l‟intera documentazione è in fase di riordinamento.

Caratteristica dell'architetto Quirino De Giorgio era la sua ecletticità, versatilità progettuale e profonda preparazione tecnica, per cui egli curava non solo il progetto architettonico, ma anche l'arredamento, i calcoli statici, gli impianti tecnici dell'edificio, nonché capitolati e contratti, sino nei minimi dettagli. 

Al termine della prolusione che ha presentato un quadro veramente esauriente la Prof.Possamai ha proiettato un video riguardante la visita che Mussolini ha compiuto a Padova nel 1938 e nel corso della quale ha inaugurato proprio opere del De Giorgio. 

La relatrice ha anche lanciato un accorato appello in difesa del cinema Altino affinchè possa essere recuperato, in relazione all‟elevata capienza e ancor oggi moderna tecnica costruttiva, alle sue funzioni originarie e possa costituire una alternativa interessante al discusso progetto del Nuovo Auditorium di Padova. 

A conclusione dell‟espressiva serata, prima degli interventi di alcuni soci, ha preso la parola, l‟Arch. Guglielmo Monti che illustrato, sulla base della sua qualificata esperienza e professionalità maturata sul territorio, altri approfondimenti sulle tematiche trattate.

Lo scambio, poi, dei tradizionali simboli ha emblematicamente unito l‟amicizia tra i due Club. 

 

 

Testo:  Giovanni Selmin