a14041 LA QUARTA CROCIATA

Foto di 

Giancarlo Callegari 

Giovedì 16 Ottobre 2014 

LA QUARTA CROCIATA 

 

In questa serata abbiamo avuto il piacere di avere con noi in interclub gli amici del RC di Camposampiero, che hanno accettato numerosi l’invito del nostro Presidente. Abbiamo anche avuto una coppia di relatori interclub, perché a trattenerci sull’argomento della Quarta Crociata sono stati il nostro socio Roberto Masciotti ed il socio del RC di Camposampiero Alessandro Moro. 

Il titolo che i relatori hanno voluto dare alla loro conversazione è stato “L’incompiuta”; infatti i Crociati, partiti per liberare Gerusalemme, finirono per andare alla conquista di Costantinopoli e per rinunciare al loro obiettivo iniziale. 

Era stato papa Innocenzo III a promuovere la Crociata nel 1198, allo scopo di riprendere Gerusalemme conquistata dal Saladino nel 1187. Avendo scelto di andare in Levante per mare, i Crociati fecero un accordo con Venezia, che si impegnò a fornire navi, equipaggi e rifornimenti per 85.000 marchi d’argento. Era una cifra elevata, ma Venezia si sarebbe trovata bloccata nei suoi commerci per un anno, con metà della sua popolazione maschile impegnata nell’impresa. 

I guai cominciarono quando nel 1202 i Crociati, in gran parte francesi, si radunarono a Venezia, e si constatò che erano solo un terzo dei 33.000 previsti, mentre i fondi raccolti erano insufficienti, mancavano 34.000 marchi. 

La Crociata rischiò di fallire in partenza, ma il doge Enrico Dandolo propose ai Crociati, in cambio di una delazione del pagamento, di prendere Zara per Venezia; nonostante il parere contrario del delegato papale, la proposta venne accettata. Zara venne presa, e i Crociati vennero scomunicati, anche se in seguito la scomunica venne tolta. 

Fu questa la prima deviazione dallo spirito della Crociata. Poi, mentre i Crociati svernavano presso Zara, venne fatta loro una proposta da parte di Alessio, figlio dell’imperatore bizantino Isacco II che era stato detronizzato: se i Crociati lo avessero aiutato a ritornare sul trono, egli avrebbe dato loro 200.000 marchi d’argento e li avrebbe aiutato con 10.000 soldati. Questa allettante proposta fu accettata, ed i Crociati si trovarono così coinvolti nelle dispute dinastiche bizantine. 

In primavera partirono per Costantinopoli. Il doge si presentò con una nave sotto le mura indicando Alessio come legittimo imperatore, ma senza esito. Cominciarono così gli attacchi alle mura da parte dei Veneziani e dei Francesi, che si susseguirono con alterne vicende e provocarono devastanti incendi nella città. Ad un certo punto l’imperatore usurpatore Alessio III fuggì con il tesoro imperiale; allora il detronizzato Isacco venne rimesso sul trono ed ai Crociati venne chiesta la pace. Alessio fu nominato co-imperatore come Alessio IV. Però non riuscendo a raccogliere più di metà dei 200.000 marchi promessi, lasciò la città per cercare fondi nelle province. Durante la sua assenza scoppiarono disordini tra i Greci ed i Crociati, e questi ultimi appiccarono il fuoco alla città. L’incendio distrusse il centro della città, e molte preziose opere d’arte andarono distrutte. Seguendo gli umori della popolazione, Alessio IV prese partito contro i Crociati, ma poi si rivolse di nuovo ad essi, facendo scatenare l’ira del popolo. Alessio Duca (Marzuflo) depose Isacco e divenne imperatore come Alessio V, fece uccidere Alessio IV, e prese decisamente parte contro i Crociati. Allora fu guerra aperta: il primo obiettivo della Crociata diventò la conquista di Costantinopoli. Durante l’inverno del 1203 si fecero i preparativi, e nella primavera del 1204 la città venne assalita. Dopo vari tentativi, il 12 aprile 1204 la città venne presa. Per tre giorni Costantinopoli venne saccheggiata; vennero depredate e distrutte enormi ricchezze. In Europa, e particolarmente a Venezia, ancora oggi possiamo ammirare molti preziosi oggetti provenienti da questo gigantesco saccheggio. 

I vincitori si spartirono le terre dell’impero bizantino: nacque l’Impero Latino d’Oriente con imperatore Baldovino di Fiandra; un quarto della capitale più un quarto dell’impero andò al nuovo sovrano; il resto venne spartito tra Veneziani e Crociati. 

Il legato papale sciolse i Crociati dal voto del pellegrinaggio in Terra Santa; il voto venne mutato in quello di aiutare in nuovo Impero Latino d’Oriente. Il papa Innocenzo III, suo malgrado, accettò il fatto compiuto. La Quarta Crociata restò quindi incompiuta. 

Questa Crociata fallimentare ebbe però conseguenze notevoli, i suoi effetti arrivano ai nostri giorni. L’Impero Latino ebbe vita effimera, e dopo alcuni anni l’impero ritornò sotto il controllo dei Bizantini. Però l’impero era fortemente indebolito, e non riuscì ad impedire l’avanzata dei Turchi, che nel 1453 lo conquistarono completamente, diventando la potenza egemone del vicino Oriente e dei Balcani. Si sancì anche la rottura tra mondo latino e mondo ortodosso, rottura che dura ancora oggi. I Russi si considerarono eredi di Bisanzio, e tuttora si contrappongono all’Occidente. 

Queste situazioni, o alcune di esse, si sarebbero probabilmente verificate anche senza la Quarta Crociata, ma sicuramente con modalità e tempi diversi, ed oggi il vicino Oriente ed i Balcani avrebbero una sistemazione differente da quella attuale. 

 

Testo: Fabio Sigovini