a14052 PADOVA DAL COMUNE ALLA SIGNORIA DEI CARRARESI

Giovedì 14 Novembre 2014 

 

Andrea Colasio

 

Attorno al 1300 in molte città dell’Italia centro-settentrionale si verificò il passaggio da liberi Comuni a Signorie. Anche a Padova si verificò questo cambiamento, come in altre città venete. Però la Signoria che si instaurò a Padova, quella dei Carraresi, ebbe caratteristiche un po’ diverse dalle altre. Di questo ci ha parlato Andrea Colasio, che abbiamo avuto come Relatore nella conviviale del 13 novembre, che ci ha trasmesso la passione che prova per questo argomento. 

 

Quello che distinse i Carraresi fu la loro costante volontà di stabilire uno stretto rapporto tra loro stessi e la città, perseguendo una politica culturale intesa a procurare una legittimazione del loro potere politico. In questa ottica va vista la loro politica edilizia, tesa a renderli visibili e presenti in Padova, e il ricorso ad artisti di grido per abbellire i palazzi e le chiese. L’edificio più importante da loro edificato, che si è conservato fino ad oggi, è il Castello, la cui costruzione, iniziata nel marzo del 1374 per volere di Francesco il Vecchio, fu terminata in quattro anni. Non è una costruzione di tipo esclusivamente militare; è un castello per la città, un castello-reggia, con interni eleganti, con molte sale affrescate (molti degli affreschi, coperti da calce nel periodo in cui era adibito a casa di pena, sono stati recuperati). 

 

Il Castello era collegato al palazzo dei Carraresi, eretto nel cuore della città, da un “traghetto aereo”, per il quale si poteva passare rapidamente e con sicurezza, a piedi o a cavallo, da un edificio all’altro. Di questo traghetto è ancora possibile vedere qualche resto. 

Per ribadire poi il suo stretto legame con la città Francesco il Vecchio volle anche fare del Battistero del Duomo il mausoleo della sua famiglia, stabilendo lì le tombe per se e per la moglie Fina Buzzaccarini. 

La politica culturale dei Carraresi ebbe un certo successo. 

Nelle immagini pittoriche del tempo, nel rappresentare Padova si trovano solitamente raffigurati tre edifici: il Palazzo della Ragione, il Santo ed il Castello dei Carraresi. 

 

In città poi era facile ritrovare raffigurato il Carro, simbolo della loro famiglia. Oggi non più. 

Quando nel 1405 Padova cadde sotto il controllo di Venezia, si cercò di cancellare il ricordo dei Carraresi; il Carro venne cancellato o scalpellato dai monumenti, e si attuò una damnatio memoriae dei vecchi Signori. Però il ricordo dei Carraresi rimase a lungo; un secolo dopo parte della nobiltà padovana li ricordava ancora, tanto che quando nel 1509 la Lega di Cambrai mosse contro Venezia, aprì le porte di Padova al nemico.

Tracce dei Carraresi le possiamo trovare dove non penseremmo di cercarle, nei dipinti dei grandi maestri. Se guardiamo La Tempesta di Giorgione, la città sullo sfondo è Padova, e dipinto su un muro c’è il simbolo del Carro. E se nella Scoletta del Santo guardiamo l’affresco di Tiziano con il Miracolo del Neonato, dove il neonato testimonia la fedeltà della moglie al marito sospettoso, vediamo la moglie sospettata con il vestito a scacchi come lo stemma dei Carraresi; la scena allora può essere vista come una allegoria che simboleggia la rassicurazione sulla fedeltà della moglie-Padova nei confronti del marito-Venezia. 

 

 

Testo: Fabio Sigovini