a11101 L'ENERGIA OGGI e DOMANI

Accogliendo l’invito del Presidente del RC Padova Contarini, l’Ing. Lucio Pisani, un gruppo di nostri Soci con il Presidente Felice Ninni ha partecipato presso lo Sheraton Hotel ad una serata interclub tra i RC Padova Contarini, Padova Est e Padova Nord. 

 

In apertura, il Presidente ha salutato i numerosi ospiti, tra i quali alcuni giovani imprenditori di Padova ed una rappresentanza del Rotaract Padova. E’ stata una serata piacevole, una serata tra amici, ma è stata anche una serata interessante, perché abbia-mo avuto come Relatore una personalità veramente notevole, Vittorio Mincato, certamente una delle persone più qualificate per sviluppare il tema della relazione:

 

“L’energia oggi e domani. Il ruolo delle fonti alternative ai combustibili fossili”

 

“Vittorio Mincato, entrato nell’ENI come impiegato tirocinante nel 1957, ne è uscito dopo esserne stato amministratore delegato dal 1998 al 2005. Nella sua lunga carriera all’in-terno dell’ENI o in altre imprese (Lanerossi, Savio, EniChem, le Poste Italiane) ha maturato un vasta esperienza. E’ stato membro del CNEL, vicepresidente di Confindustria, presidente di Assonime, membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Teatro alla Scala di Milano e di quello dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Gli sono state conferite due laure “ad honorem”, dal Politecnico di Milano e dall’Università di Torino. Nel 2002, il Presidente della Repubblica lo ha nominato Cavaliere del Lavoro. Attualmente è ancora attivo, è consigliere di amministrazione e membro del Comitato di controllo interno della FIAT, oltre che presidente della Camera di Commercio di Vicenza, della Neri Pozza, della Fondazione CUOA e della NEM SGR – Gruppo Banca Popolare di Vicenza”. 

 

Il Relatore ha iniziato indicando l’andamento del prezzo medio del petrolio nel corso degli anni, un fattore fondamentale della questione energetica, (dato che oggi il petrolio è ancora la principale fonte di energia utilizzata) che nel mondo di oggi è centrale. Ha aspetti economici (il costo dell’energia condiziona lo sviluppo economico), politici (c’è scontro di interessi tra paesi produttori e paesi consumatori), ambientali (c’è timore per il rischio di cambiamenti climatici). Il fabbisogno di energia nel mondo sta aumentando velocemente; ai tradizionali paesi sviluppati si sono ormai aggiunti molti altri consumatori di energia (Cina, India, Sud America,…). La ricerca di nuove fonti di energia è sempre più un problema all’ordine del giorno. 

 

Elencando le possibili fonti di energia, abbiamo quelle non rinnovabili: petrolio, gas naturale, carbone; e quelle rinnovabili: idroelettrica, geo-termica, eolica, fotovoltaica, la bioenergia, il trattamento dei rifiuti solidi ed infine l’energia nucleare. Negli ultimi anni (dopo il 2005) l’andamento dei consumi è il seguente: il gas è in forte aumento, il petrolio cala leggermente, il carbone è in forte calo, le rinnovabili sono in discreto aumento, il nucleare è stazionario. Quanto alle quantità reali, petrolio e gas la fanno da padroni, perché il carbone è visto come inquinante, il nucleare è considerato pericoloso e le energie rinnovabili sono troppo costose. 

 

Gli idrocarburi sono la fonte di energia più comoda da gestire, ma hanno lo svantaggio di non essere inesauribili, oltre ad essere inquinanti (CO2). Le fonti di energia rinnovabili sarebbero preferibili senza dubbio, ma, almeno attualmente, il loro costo è molto elevato; sono concorrenziali solo se il prezzo del petrolio è elevato. Secondo il Relatore, se il prezzo del petrolio è basso, i paesi che scelgono le fonti di energia rinnovabili scelgono il proprio declino economico. Questo ragionamento però vale fino a che ci sarà petrolio (e gas); prima o poi il petrolio (e il gas) finiranno. Ma quando? Vediamo qual’è la situazione delle varie fonti di energia. 

 

PETROLIO-Oggi nel mondo si consumano 80-85 milioni di barili di petrolio al giorno (40% dai paesi OPEC, 60% da paesi non OPEC); però le riserve sono di 900 miliardi di barili nei paesi OPEC, 250 miliardi di barili in quelli non OPEC. Dovrebbero durare più o meno 37 anni. 

Ma quelle indicate sopra sono riserve sicure, la cui esistenza è provata. Vi sono altre riserve probabili, ed altre ancora possibili. In tutto, tra riserve provate, probabili e possibili arriviamo a circa 3000 miliardi di barili, per una durata di circa 100 anni. Vi sono, poi, riserve di petrolio in giacimenti non convenzionali, come sabbie e scisti bituminosi, da cui si può estrarre petrolio per circa 1000 miliardi di barili. Ragionando su questo scenario occorre aggiungere alcune considerazioni. E’ prevedibile che entro il 2050 il consumo di petrolio raddoppierà. La maggiore richiesta farà aumentare il prezzo; ma allora diverrà conveniente estrarre da giacimenti oggi non sfruttati per gli alti costi di estrazione. Ricordiamo anche che la tecnologia progredisce e migliora la resa dei giacimenti: dove un tempo si riusciva ad estrarre il 30% del petrolio del giacimento, oggi si arriva ad estrarne il 60%. Inoltre il progredire della tecnologia migliora il rendimento dei moto-ri dei veicoli, che consumano meno a parità di percorso. Come si vede le variabili in gioco sono molte. 

GAS NATURALE- Quanto al gas naturale, che può sostituire il petrolio in molti usi, di fronte ad un consumo annuale, di 3000 miliardi di mq vi sono riserve di 184.000 miliardi di mq che ,con il ritmo attuale di consumo dovrebbero bastare per circa 60 anni. Il gas rispetto al petrolio ha i vantaggi di maggiore resa energetica e minore inquinamento; gli svantaggi sono la complessità logistica del trasporto e la sicurezza dell’approvvigiona-mento. 

CARBONE- Il carbone è meno comodo degli idrocarburi, ma si stima che fino ad ora sia stato consumato solo il 10% delle riserve mondiali. Dal carbone si può ricavare benzina sintetica, utilizzabile, come quella ricavata dal petrolio, nei motori, senza modificare questi ultimi. In Sud Africa si ricava dal carbone il 30% del fabbisogno di benzina; la Cina ha in-tenzione di investire in questa tecnologia. 

FONTI RINNOVABILI- Le fonti idroelettriche e geotermiche non hanno molte possibilità di sviluppo; in Italia hanno raggiunto il limite. L’energia di origine idroelettrica in Italia copre circa l’11% del fabbisogno. Gli impianti eolici sono costosi (e antiestetici); in Italia coprono circa l’1% del fabbisogno. Gli impianti fotovoltaici sono molto costosi; in Italia coprono lo 0,01% del fabbisogno. essere prodotti ed utilizzati, ma hanno un impatto negativo su due fronti: le monoculture su cui si basano impoveriscono i suoli, e la richiesta della materia prima vegetale da cui si ricavano fa aumentare il prezzo e diminuire la disponibilità di derrate destinate all’alimentazione. Sottrarre prodotti agricoli al consumo umano potrebbero mettere in crisi le popolazioni di molti paesi in seguito all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. 

IDROGENO- L’idrogeno può essere usato per produrre energia, è molto abbondante in natura e non inquinante. Però non esiste allo stato libero, occorre estrarlo con grande consumo di energia (ad esempio dall’acqua). L’idrogeno non è una fonte di energia, è un vettore. Usarlo potrebbe essere conveniente solo se ricavato come sotto-prodotto di altre produzioni, o se prodotto usando energia che andrebbe altrimenti dispersa. 

ENERGIA NUCLEARE- Produrre energia con centrali nucleari è sembrata per un certo tempo una promessa sicura. Il costo dell’energia così prodotta è concorrenziale con quello dell’energia ricavata da altre fonti, e non pone problemi di inquinamento da CO2. Restano però i due grossi problemi della sicurezza e delle scorie ed alcuni incidenti, ultimo quello di Fukushima, hanno provocato un diffuso rigetto di questa tecnologia. Al mo-mento, quella dell’energia nucleare non viene considerata una via percorribile. La tecnologia, comunque, progredisce e punta in due direzioni: centrali nucleari a fissione di terza generazione più sicure e ricerche per realizzare centrali a fusione. Quest’ultima però è una tecnologia non ancora disponibile. 

 

CONCLUSIONI- Da quanto detto sopra, per ora non si vede una fonte di energia che possa sostituire il petrolio ed il gas naturale, a parte quella nucleare, a cui però sembra si sia rinunciato. Le fonti rinnovabili, d’altra parte, non sono in grado di soddisfare la fame di energia del mondo moderno. Allora dobbiamo concludere che arriverà il momento che sarà necessario ripensare la scelta del nucleare ed affrontare i problemi che pone. Perché prima o poi (tra 100 anni?) petrolio e gas finiranno, e non resterà niente altro. Dobbiamo sperare nello sviluppo della scienza e della tecnologia che, nel margine di tempo che abbiamo davanti, potrebbe rendere possibile ed accettabile quello che oggi non ci sembra tale. 

 

Il tradizionale scambio di gagliardetti ha concluso la serata. 

 

 

Testo: Fabio Sigovini 

Foto : G.Callegari