a11183 VISITA alle STORICHE CARTIERE FAVINI

CONVIVIALE DI VENERDI’ 30 MARZO

 

VISITA ALLE STORICHE CARTIERE FAVINI ROSSANO VENETO 

 

Questa settimana, l’usuale appuntamento del giovedì sera è stato sostituito da un in-contro fuori sede al venerdì per permettere ai Soci del nostro RC di partecipare alla interessante visita della storica cartiera Favini a Rossano Veneto, organizzata dalla nostra Socia Nicoletta Ghedini, per l’occasione particolarmente emozionata per i ricordi giovanili che l’ambiente le suscitava. 

 

La cartiera Favini ha dietro di sè un lunga storia. Nel lontano 1736 la Repubblica di Venezia concesse ai conti Cappello di trasformare un mulino per la macina di cereali a Rossano Veneto in una fabbrica per la produzione di carta, per fornire il materiale alla stamperia Remondini allora attiva nella zona molto ricca di acqua, indispensabile per la produzione della carta, ed allora usata anche come forza motrice. 

Nel 1906 lo stabilimento fu acquistato dalla famiglia Favini, che ne mantenne la proprietà fino a pochi anni or sono. Attualmente l’azienda opera in due stabilimenti, quello di Rossano Veneto e quello di Crusinallo (Verbania); è presente in maniera rilevante nel mercato delle carte speciali, ed è leader mondiale in alcuni prodotti. 

 

 

Al nostro arrivo, nel pomeriggio allo stabilimento di Rossano siamo stati accolti , non essendo potuto essere presente il figlio di Nicoletta Andrea bloccato all’aeroporto, dal Dott. Eugenio Eger, direttore amministrativo dell’azienda che, dopo averci porto il suo saluto, ci ha illustrato brevemente il tipo di produzione della cartiera. 

 

 

 

La Favini produce carta bianca o colorata che fornisce sotto forma di bobine o di fogli tagliati al cliente , che ricaverà da questo il prodotto finito; un 10% della carta prodotta viene usata dalla Favini stessa per ottenere prodotti per il consumatore (blocchi, quaderni, ecc.); viene prodotta, poi, una carta particolare da usare nella realizzazione di finta pelle (sedili e cruscotti di automobili, ad esempio). Nello stabilimento di Crusinallo vengono prodotte carte speciali, sottoposte a trattamenti che le rendano resistenti e sicure come, ad esempio, carte per documenti o per assegni. 

 

Dopo la breve introduzione, indossati i giubbetti arancione previsti per i visitatori, siamo stati divisi in due gruppi, ciascuno con un accompagnatore ed abbiamo iniziato la visita dello stabilimento. Come ci è stato spiegato e mostrato, la Favini è impegnata al rispetto dell’ambiente sotto tutti i punti di vista. La materia prima usata nella produzione della carta è cellulosa ricavata da piante di varie specie provenienti da piantagioni, non da foreste; a questa vengono aggiunti gli inevitabili scarti di produzione, che così non vengono gettati ma sempre riciclati. Nella produzione di certe carte (Algacarta) sono utilizzate anche alghe marine (della laguna di Venezia e di altre provenienze). Anche l’acqua usata viene purificata prima di restituirla all’ambiente ed i residui non ulteriormente trattabili vengono spediti ad un termovalorizzatore per essere bruciati. 

 

La produzione della carta inizia tritando la materia prima e impastandola con l’acqua. A seconda del tipo di carta desiderato, vengono scelte dal computer le qualità di cellulosa e di scarti da mischiare; a questa “polpa” si aggiungono altre sostanze per dare alla carta determinate proprietà, come carbonato di calcio (polvere di marmo) o biossido di titanio. Lo stabilimento Favini di Rossano è specializzato nella produzione di carta colorata; alla polpa vengono aggiunti gli opportuni coloranti, anche questa operazione sotto il controllo del computer. Se il processo controllato dal computer non produce, però, esattamente l’effetto desiderato, interviene un tecnico specializzato (il “cilindraio”) che aggiunge dosi di colorante per correggere la situazione. Produrre la carta colorata non è una cosa banale, specialmente la carta di colore nero è difficile da ottenere di buona qualità, e la Favini è specializzata in questo tipo di produzione. La produzione è a ciclo continuo, su due linee, una grande ed una più piccola. La polpa semiliquida viene spruzzata a formare un velo su una tela che scorre su rulli; questo sottile strato di polpa adagiato sulla tela che scorre perde gran parte dell’acqua e diventa consistente, abbandona la tela e scorre trascinato da cilindri in rotazione asciugandosi per effetto del calore (80 – 110 gradi); si arrotola alla fine in grandi bobine, che una volta piene, vengono staccate e sostituite senza fermare il processo. La carta così prodotta viene ribobinata rifilando i bordi; poi può essere passata alle taglierine per sezionarla in fogli che vengono impilati su pallets. La carta prodotta finisce in un grande magazzino semiautomatico sotto forma di bobine, di pallets di fogli, o di confezioni più piccole. C’è, infine, un reparto dove la carta arriva in bobine e ne esce sotto forma di prodotti per il consumatore: blocchi, risme, quaderni. 

 

La visita è stata molto interessante, abbiamo potuto percorrere tutti i reparti dello stabilimento e, specialmente, vedere in azione la linea di produzione a ciclo continuo, dove ad una estremità entrava la polpa semiliquida e dall’altra usciva una bobina di car-ta: è stato uno spettacolo affascinante ed un’opportunità rara.

 

Al termine della spedizione, Nicoletta , accompagnata dalle amiche Lorenza Caregaro Negrin, Lorenza Bulbarelli e Letizia Silvietti, ci ha guidati, per un meritato riposo, alla Trattoria “Al Faro” di Loria, immersa nel verde di un lussureggiante giardino dove abbiamo gustato un ricco aperitivo, seguito da un eccellente e variatissimo menù che ci ha consentito di riprendere, ben rifocillati e soddisfatti ,il viaggio di ritorno. 

 

 

Fabio Sigovini