a1123 ENERGIA e POLITICHE dello SVILUPPO

RIUNIONE DI VENERDI’ 25 MAGGIO 

AULA MAGNA DEL BO’ 

Interclub con RC Padova, PD Euganea e PD Nord 

 

Energia e politiche dello sviluppo 

Relatore : Presidente ENI Paolo Scaroni 

 

Paolo Scaroni 

È Amministratore Delegato e Direttore Generale di Eni dal giugno 2005. È Consigliere di Amministrazione di Assicurazioni Generali, Vicepresidente non esecutivo del London Stock Exchange Group e Consigliere di Amministrazione di Veolia Environnement. È inoltre nel Board of Overseers della Columbia Business School di New York e della Fondazione Teatro alla Scala. Dopo la Laurea in Economia e Commercio conseguita nel 1969 all'Università Luigi Bocconi di Milano e dopo una prima esperienza di lavoro di tre anni in Chevron, consegue un Master in Business Administration, presso la Columbia University di New York, e continua la sua carriera in McKinsey. Nel 1973 entra in Saint Gobain, dove svolge numerosi incarichi manageriali in Italia ed all'estero, fino alla nomina, nel 1984, a Presidente della Divisione Vetro a Parigi. Dal 1985 al 1996 è Vice Presidente ed Amministratore Delegato della Techint. Nel 1996 si trasferisce in Gran Bretagna entrando in Pilkington come Amministratore Delegato fino a maggio 2002. Dal maggio 2002 al maggio 2005 è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel. Dal 2005 al luglio 2006 è stato Chairman di Alliance Unichem. Nel maggio 2004 è stato nominato Cavaliere del Lavoro. Nel novembre 2007 è stato insignito del grado di Officier nell'ordine della Légion d'honneur. 

 

Questa settimana la riunione del nostro RC si è svolta in un ambiente inconsueto, l’Aula Magna dell’Università di Padova. Ci siamo ritrovati in questo ambiente prestigioso assieme agli amici del RC Padova per un Interclub che è consistito nella partecipazione ad un convegno con argomento “Energia e politiche dello sviluppo”, a cui è intervenuto come relatore l’Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’ENI Dott. Paolo Scaroni. Il convegno è stato aperto dal Prof. Gilberto Muraro, che ha ringraziato il Rettore dell’Università per aver concesso l’uso dell’Aula Magna. Il Rettore Prof. Giuseppe Zaccaria ha porto il suo saluto ed ha sottolineato l’importanza dell’argomento del convegno. L’energia è un fattore importantissimo in relazione allo sviluppo; si potranno avere modelli diversi di società a seconda della scelta tra diversi metodi di produrre energia. Le Università italiane sono particolarmente attive nella ricerca di nuovi metodi di produzione dell’energia (pensiamo agli studi sulla fusione nucleare). Il Presidente del RC Padova ha ringraziato i Soci dei RC per essere intervenuti numerosi ed ha porto i saluti dei RC padovani organizzatori del convegno. 

 

Ha preso poi la parola il Dott. Scaroni. Ha cominciato parlando del prezzo della benzina alla pompa; si dice che se il prezzo del petrolio sale, quello della benzina sale, se il prezzo del petrolio scende, quello della benzina non scende. Il Relatore ha osservato che al prezzo della benzina contribuiscono molti fattori, le tasse innanzitutto, il costo della raffinazione, il costo della rete di distribuzione (26.000 punti in Italia, 14.000 in Francia, 9.000 in Gran Bretagna), e sì, anche il prezzo del petrolio. Ma mentre il prezzo del petrolio recentemente è sceso, il cambio euro/dollaro è sceso del 7%, ed il petrolio si quota in dollari. Il prezzo del petrolio comunque varia per cause diverse; il suo calo negli anni 90 ha scoraggiato gli investimenti delle compagnie, portando ad una scarsità di offerta ed ad una risalita del prezzo. Ma ora si dovrebbero avere gli effetti degli investimenti degli ultimi tempi, ed il prezzo del barile di petrolio dovrebbe, secondo gli esperti, scendere dai più o meno 100 dollari odierni ad 85 dollari circa. In generale si può dire che una situazione di instabilità ed incertezza (tipo crisi con l’Iran) vale da 15 a 20 dollari di extracosto. C’è poi la pressione finanziaria, con l’enorme mercato dei derivati che specula sulle prospettive del prezzo del greggio. 

 

Le riserve di idrocarburi al mondo sono chiaramente non infinite, ma non c’è una prospettiva di esaurimento a breve. Si stima che tra riserve certe ed altrettante probabili vi sia petrolio per 100 anni e gas per 200 anni. E non è vero che i paesi emergenti (o già emersi) abbiano provocato con i loro consumi una penuria di petrolio o gas, o almeno non ancora. Del fabbisogno mondiale quello della Cina rappresenta l’8%, quello degli Stati Uniti il 25%, quello dell’Europa il 18%. Comunque resta il fatto che petrolio e gas un giorno finiranno, e a qualcosa bisogna pensare. Chi ha fiducia nella scienza ritiene che verranno trovate alternative agli idrocarburi per la produzione di energia, ma oggi non si può sapere come e quando. Una cosa che però si può fare da subito con risultati sicuri è puntare sul risparmio, in modo che le riserve esistenti possano durare di più concedendo più tempo alla ricerca scientifica. E non si tratta di risparmiare rinunciando a qualcosa, ma semplicemente migliorando la resa dei processi in cui gli idrocarburi sono coinvolti. Ad esempio il parco automobili USA fa in media 7 km con un litro di benzina, quello europeo 12 km. Se negli USA le automobili consumassero come in Europa si risparmierebbe ogni anno l’equivalente della produzione di petrolio dell’Iran. Ed oggi abbiamo automobili che fanno 20 km con un litro; come si vede il margine per grossi risparmi esiste. Ma anche il riscaldamento e il condizionamento sono fonte di sprechi: negli USA ci sono am-bienti troppo caldi d’inverno e troppo freddi d’estate; se ci si regolasse come in Europa si avrebbe un risparmio del 20%. Per il momento gli idrocarburi non sono sostituibili; ma in attesa di alternative bisogna insistere sul risparmio, ottenendo così anche un notevole beneficio per quel che riguarda l’emissione di CO2 nell’atmosfera. Consumare meno idrocarburi è il primo modo di essere ambientalisti. 

 

Dopo il Dott. Scaroni altri oratori hanno preso la parola per trattare argomenti più specificamente italiani. Si è osservato che in Italia manca un serio piano energetico. Il pri-mo problema è garantirsi la sicurezza degli approvvigionamenti, e questo si fa di solito diversificando le fonti. Ma non è una cosa semplice; in Italia siamo nella pericolosa si-tuazione di ottenere l’energia che ci serve per l’80% da petrolio e gas. E che dire dell’impegno di ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2. Come si potrà ottenerlo, se quasi tutta l’energia viene prodotta bruciando idrocarburi ? I consumi di idrocarburi sono dovuti a quattro settori, di peso non uguale ma comunque paragonabile: i trasporti, il riscaldamento, la trasformazione industriale (materie plastiche), la produzione di energia elettrica. Incidere su questi consumi non è facile, ogni modifica costa. Il settore che più si presterebbe ad interventi è quello della produzione di energia elettrica; è uno spreco consumare per questo idrocarburi, ma per ora le fonti rinnovabili non sono economicamente concorrenziali, ed il nucleare non è accettato. 

 

Nelle interviste per TVA raccolte dalla giornalista Monya Meneghini , i Presidenti Felice Ninni e Giorgio Carli hanno avuto modo di formulare le loro riflessioni sui temi trattati. 

Al termine della manifestazione tradizionale consegna dei gagliardetti all’illustre ospite da parte dei Presidenti del R.C. Padova Maurizio Accordi del R.C. Padova Euganea Giorgio Carli ed del R.C. Padova Est, Felice Ninni. 

 

La serata , complice anche il bel tempo , è proseguita con un ottimo Buffet servito all’antico Caffè Pedrocchi. 

 

 

Testo: Fabio Sigovini 

Foto: F.Bertino