a07261 VICENZA BASILICA PALLADIANA

 

Giovedì 20 marzo 2008 - Vicenza Ristorante “Da Remo”

Conviviale interclub con R.C. Vicenza e R.C.Padova Est

 

I due Presidenti, Roberto Sposetti del Rotary Club Vicenza, e Francesco Cianfrone del Rotary Club Padova Est, aprono la serata con i reciproci saluti e la constatazione che i due Club appaiono già ben affiatati fra di loro: ne sono testimoni il vivace allegro brusio nell’intreccio di colloqui fra convenuti, e l’elevato numero di partecipanti stessi alla serata. Il solo Padova Est è presente con 38 persone, pur essendo la sera di Giovedì Santo.

La conviviale è la seconda dedicata dai due Club alla celebrazione del cinquecentenario della nascita di Andrea di Pietro “Dalla Gondola” detto Il Palladio: la prima si è effettuata a Padova l’ 8 novembre 2007 nel ristorante “Alla Bulesca” (sede del Padova Est), avendo questo Club come ospiti il Rotary Club Vicenza e il Rotary Club Padova Contarini (dato che Villa Contarini viene da molti attribuita di disegno del Palladio). E in quell’occasione (poiché il Palladio è nato nel 1508 a Padova e a Padova è rimasto fino al 1524, cioè fino a 16 anni) il relatore della serata Mons. Claudio Bellinato aveva parlato sull’ “Imprinting” di Padova (con la sua architettura, i suoi palazzi…) sul giovane Palladio. Questa sera invece, a Vicenza, l’architetto Lorella Bressanello illustra il restauro in corso di una delle più famose opere del Palladio e cioè della “Basilica Palladiana”, realizzata nel centro di Vicenza.

Il Presidente Sposetti presenta innanzitutto brevemente l’architetto LORELLA BRESSANELLO, che, fra l’altro, è socia Rotary del Club Vicenza Palladio.

Laurea in Architettura a Venezia a 22 anni. Poi si è trasferita a Roma per 5 anni, dove ha lavorato nell’ambito della pianificazione, quindi in Sicilia dove per altri 5 anni ha lavorato al piano regolatore di Marsala, e ha insegnato nell’Università del Restauro. Dal 1992 è rientrata in Veneto, dove ha prestato attività professionale in qualità di Dirigente, prima nel Comune di Creazzo (VI) poi a Motebelluna (TV) e infine dal 1997 a Vicenza dove, da ben prima della fine del 1998, ricopre il ruolo di Direttore di Dipartimento, e Direttore dell’Ufficio delle Grandi Opere, a cui la Basilica appartiene.

 La parola è quindi passata all’Architetto Bressanello.

 

Breve storia dell’edificio.

Nel 1449, si reputa su progetto dell’Ing. del Comune di Vicenza Domenico da Venezia, iniziò la costruzione (là dove si erge attualmente la Basilica) di un “Palazzo della Ragione”, in stile Gotico, ispirato all’analogo di Padova e al Palazzo Ducale di Venezia. Nel 1494 si completa il lavoro, terminando anche le logge a due ordini (una pressoché a piano terra ad archi semi circolari su colonne monolitiche, ed una sovrastante in primo piano, a ritmo doppio di archi a sesto acuto. I solai, quello intermedio e quello di copertura, sono retti da volte a crociera. Ma due anni dopo il completamento un’ampia porzione di porticato e sovrastante loggia crolla rovinosamente: la parte interessata è essenzialmente quella che dava sull’attuale Piazzetta Palladio. Passarono anni ed anni di consultazioni sul da farsi; si interpellarono tanti Ingegneri ed Architetti al servizio della Repubblica Veneta, fra cui Jacopo Sanvovino, Michele Sanmicheli, ed altri luminari,senza arrivare a proposte convincenti. Nel marzo 1546 (50 anni dopo il crollo) presenta al Consiglio dei Cento un suo progetto di restauro, accompagnato da modello ligneo, Andrea Palladio. E dopo 3 anni di discussioni, nell’Aprile del 1549, la proposta del Palladio è approvata.

Palladio in pratica demolisce completamente il porticato e il Loggiato pericolanti, che avvolgevano il Palazzo della Ragione, e realizza un nuovo Portico e un nuovo sovrastante Loggiato in stile classico, a pari scansione di archi sopra e sotto. Per l’insegnamento ricevuto dal precedente crollo, vengono curate soprattutto le distribuzioni dei carichi gravanti, allargando le pilastrate (pur mantenendole otticamente leggere) e curando particolarmente le fondazioni. Il lavoro, iniziato come si è detto nel 1549, termina nel 1614. Nel frattempo (nel 1580) Palladio muore. Nel suo nuovo assetto, di corpo centrale Gotico e logge di rivestimento in stile classico, l’edificio sfida tranquillamente i secoli sucessivi; ma nulla può contro l’imbecillità umana: durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale una bomba incendiaria centra la basilica e ne brucia completamente la grande copertura a carena rovescia interessando anche con la distruzione le coperture del Loggiato superiore. Nel 1948, a seguito di appalto concorso le coperture vengono ricostruite. Per tanti motivi (era appena finita la guerra, - si riteneva ancora che il calcestruzzo armato avesse vita “eterna”, - non si conoscevano ancora bene le ricette base per confezionare un buon cemento armato…) il fatto è che purtroppo:

- l’ossatura portante della copertura a carena rovescia viene realizzata con travi arcuate in cemento armato;

- con getti di pessima qualità;

- armatura approssimata;

- con forte incremento dei pesi gravanti e sospesi.

La parte sottostante delle travi ad arco viene coperta da un tavolato ligneo in parte lavorato a tortiglioni, e all’esterno da lastre di rame modellate sulle travi.

Con tali criteri di realizzazione veniva soprattutto praticamente impedita l’effettuazione degli indispensabili controlli periodici sullo stato delle strutture e si appesantiva il tutto. La copertura delle logge viene realizzata anch’essa con solette di calcestruzzo Alla luce delle recenti normative in merito alla prevenzione dal rischio sismico, e alla luce di alcuni sondaggi sullo stato delle strutture in cemento armato, che ne mostravano il pessimo stato di conservazione, con corrosione in atto dei ferri e degradazione del calcestruzzo, si è reso necessario rimettere drasticamente mano alle coperture.

 

Si è così deciso:

- di togliere la copertura esterna in rame della grande carena rovescia, recuperando le lastre in modo da poterle poi riposizionare a copertura finale;

- recuperando anche il rivestimento ligneo sotto e fra le travi;-

- togliendo e asportando le travi in cemento armato, segandole a pezzi per ridurre i pesi da rimuovere;

- ricostruendo in legno lamellare l’orditura ben connessa delle travi, risistemando il rivestimento ligneo preesistente e la copertura di rame esterna anch’essa preesistente;

- rifacendo la copertura delle logge anche qui alleggerendo i carichi.

 

Le fotografie che si riportano scelte fra le tante proiettate dalla relatrice, illustrano bene le fasi essenziali del restauro strutturale progettato ed oggigiorno già completato. Sono ora in fase di completamento i sistemi di illuminazione, condizionamento, antincendio, ecc… che sono stati pensati per utilizzare al meglio la Basilica Palladiana come spazio per convegni, esposizioni d’arte, ed altre simili utilizzazioni sociali.

Un lungo applauso viene rivolto alla relatrice alla fine della sua interessantissima esposizione. I Presidenti, a nome dei rispettivi Club la omaggiano con un bel mazzo di fiori, una medaglia, ed il gagliardetto dei Club. E la serata si conclude con auguri e brindisi per l’imminente Pasqua, e con la promessa di ritrovarsi presto.