a13141 INCONTRO con PAOLO DE COPPI

CELLULE STAMINALI E MEDICINA RIGENERATIVA.

E’ QUESTO IL FUTURO?

 

 

In occasione di questo interclub con gli amici del RC Padova Nord abbiamo avuto il piacere di ascoltare un relatore di eccezione, il Prof. Paolo De Coppi, che ci ha intrattenuto sul tema “Medicina rigenerativa e cellule staminali: quale futuro ?”.

 

 

Ero emozionata quando ho visto il mio caro amico Paolo De Coppi all’aeroporto di Venezia. Era davvero arrivato nonostante fosse ormai diventato un personaggio di fama internazionale e Direttore dell’unità di Chirurgia Pediatrica del Great Ormond Street Children Hosptital. Ed era venuto per noi e per parlarci delle frontiere più estreme della medicina: la Medicina Rigenerativa. La frontiera di ricostruire nell’uomo i pezzi difettosi e/o mancanti. Quanto distanti sono queste frontiere, che ci appaiono, adesso, appartenere a un futuro lontanissimo?

 

Dopo la chiacchierata di Paolo, forte di un team di ricerca a livello internazionale sia inglese che italiano (anzi più precisamente padovano) non lontanissimo, se il team coordinato da lui è riuscito, unico al mondo, a sostituire una intera trachea in un bambino che ormai non respirava più e dall’incerto ed oscuro destino, molte vie si apriranno nel futuro nella Medicina Rigenerativa e molti positivi risultati si sono già da ora ottenuti sia nell’uomo che negli animali da esperimento. Certo la via è molto lunga e irta di problemi, ma certamente consente di sperare che, in futuro, potremo sperare in una sostituzione di organi senza problemi di rigetto ... e non è poco! Non solo, siamo autorizzati anche a sperare in terapie di patologie devastanti come il Parkinson o patologie congenite gravissime, destinate fatalmente all’exitus,  che tanto avevano puntato su terapie come “Stamina”. La vivace discussione che è seguita alla relazione di De Coppi, che ha unito alla sua personale simpatia, la capacità di portare argomenti altamente scientifici alla comprensione di tutti, ha dimostrato che l’interesse del pubblico composto da due RC, il nostro e Padova Nord,  era stato molto alto. La precisa relazione del socio Sigovini, cui va tutta la nostra gratitudine per l’accurato lavoro che porta avanti per il Club, riassume a tutti, presenti e assenti, quanto detto da Paolo De Coppi.

 Paola Arslan

IL CURRICULUM VITAE DEL PROF. PAOLO DE COPPI

Paolo De Coppi è nato il 24 gennaio 1972 a Conegliano, in provincia di Treviso. Nel 1997 ha conseguito la laurea con il massimo dei voti e la lode, in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Padova. I titolo della sua tesi: “Modello di gastroschisi nel coniglio: studio delle modificazioni istologiche dell’intestino”. Da gennaio a giugno del ‘97 ha svolto un internato presso l’Istituto di patologia generale con il professorSaverio Sartore, con il quale ha continuato a collaborare, anche dopo la laurea, nel campo dello studiodelle cellule muscolari lisce.Si è poi iscritto alla Scuola di chirurgia pediatrica dell’Università di Padova, diretta dal professor Maurizio Guglielmi. Presso l’Università di Amsterdam tra ottobre 1998 e marzo 1999 ha svolto un progetto di ricerca riguardante l’epatoblastoma, sotto la direzione del professor Daniel Aronson.Questo lavoro gli ha permesso di approfondire le nozioni scientifiche di base già apprese durante il corso degli studi medici ma anche le tecniche di laboratorio che saranno fondamentali per gli studi cellulari che porterà avanti negli Stati Uniti. Ha poi lavorato presso un laboratorio specializzato del Children’s Hospital dell’Università di Harvard a Boston, diretto dal dr. Anthony Atala, tra giugno 2000 e febbrario 2002. Durante questo lavoro ha avuto occasione di approfondire le conoscenze riguardanti le estrazioni e le colture cellulari per la terapia cellulare e l’inge-gneria tissutale. Ed è a Boston che ha iniziato ad indirizzare la sua attenzione verso le cellule staminali, in particolare verso quelle di tipo mesenchimale. All’inizio si è interessato alle cellule staminali adulte, derivate sia da tessuti mi-dollari che da tessuti extra midollari; in seguito ha elaborato un proprio progetto per l’identificazione delle cellule staminali dai villi coriali e dal liquido amniotico. Nell’elaborazione di questa teoria, si è avvalso della preziosa direzione dei professori Atala, Shay Soker, Ja-mes Yoo e del prezioso parere di importanti scienziati come Paola Dal Cin, Robert Lanza ed Evan Snyder. Grazie a queste preziose collaborazioni ha avuto modo di portare a termine con successo un importate studio riguardante le cellule staminali ricavate dal liquido amniotico e dai villi coriali. E’ attualmente ricercatore presso la Chirurgia Pediatrica della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino, diretto dal prof. GF Zanon. E’anche Direttore della Unità di Chirurgia Pediatrica del Great O-rmond Street Hospital di Londra, uno dei più importanti centri di terapia e cura delle patologie infantili. Recentemente è anche diventato “idoneo” al ruolo di Professore Universitario, I fascia.

 

Il  Relatore ha iniziato precisando cosa si intende con “medicina rigenerativa”.

Questa non ha lo scopo di generare corpi perfetti, o di procurare un’eterna giovinezza; il suo obiettivo è di trattare malattie inguaribili e debilitanti. Si tratta di difetti fisici presenti alla nascita, oppure di difetti manifestatisi nel corso della vita. In entrambi i casi si cerca di rigenerare una situazione normale eliminando il difetto, e si fa questo utilizzando le cellule staminali. In questo lavoro sono coinvolte tecniche di biologia cellulare, di ingegneria, di scienza dei materiali, di chirurgia.  

Le cellule staminali sono presenti in tutti gli stadi della vita umana:

      nell’ovulo fecondato, nei primissimi stadi dello sviluppo,

      nel feto,

      nell’essere umano dopo la nascita.

   Sono cellule con due caratteristiche: – sono capaci di moltiplicarsi, con un’alta capacità di proliferare, e – sono capaci di differenziarsi dando origine a tutti i differenti tipi di cellule dell’organismo.   Le cellule staminali si distinguono in embrionali e adulte; – le prime sono presenti nell’embrione (in grande quantità), – le seconde nell’organismo umano (in quantità minore). Le cellule staminali  embrionali hanno grande capacità di proliferazione, sono pluripotenti (possono generare qualunque tipo di cellula), il loro utilizzo può provocare rigetto, possono favorire la nascita di tumori, possono infine porre problemi etici (per l’uso dell’embrione umano). Le cellule staminali adulte sono meno proliferative, sono multipotenti (possono generare vari tipi di cellule, ma non di tutti gli organi), non pongono problemi di rigetto (se sono del paziente stesso), non sono a rischio di tumori, non presentano problemi etici.    Una tecnica promettente su cui si sta lavorando, e che è già stata usata con successo in qualche caso, è quella della clonazione terapeutica. Dal paziente con una biopsia viene prelevata una cellula, il cui nucleo viene trasferito in un ovocita denucleato; questo viene coltivato in vitro facendolo proliferare ed ottenendo cellule staminali embrionali; da queste si ottengono , facendole sviluppare opportunamente, le cellule dei tessuti che servono al paziente; il tessuto ottenuto viene impiantato nel paziente. Non vi sono problemi di rigetto perché il materiale genetico proviene dal paziente stesso. Volendo evitare l’uso di ovociti umani, si potrebbe utilizzare un ovocita animale.   Questa tecnica può essere usata anche nel caso di un feto che presenti difetti correggibili intervenendo dopo la nascita. Infatti si può ottenere la cellula di partenza estraendola dal liquido amniotico, Nel liquido amniotico si trovano cellule del feto; queste cellule possono passare alla madre e circolare in essa, ma non avviene che cellule della madre possano circolare nel feto. Questo permette di avere la certezza che le cellule estratte siano proprio del feto.    

 La generazione di cellule dell’organo su cui intervenire a partire dalle cellule embrionali può essere indotta utilizzando l’organo di un donatore, o addirittura quello di un animale, togliendo da esso le cellule del donatore e mantenendo la sola struttura dell’organo, e facendo proliferare su di essa le cellule col materiale genetico del paziente: non vi saranno così problemi di rigetto. L’eliminazione delle cellule si fa con acqua distillata, concludendo con una piccola quantità di detersivo. Con queste tecniche si è in grado di ottenere tessuti per vescica, uretra, trachea, aorta, fegato, pelle, cuore, polmoni, muscoli.   Il Relatore ha anche accennato al fatto che si intravvede la possibilità di utilizzare nel campo della medicina rigenerativa le stampanti 3D.Le tecniche di cui sopra sono ancora in divenire, non sono ancora degli standard clinici. Con problemi diversi a seconda dell’organo su cui si deve intervenire, alcune sono in fase di studio e di messa a punto, altre sono state testate con successo su animali, altre sono state usate con successo su pazienti.  

Concludendo possiamo dire che:

• Cellule staminali possono essere derivate da diversi tessuti a differenti fasi di sviluppo.

• Possono proliferare e differenziarsi in diversi tessuti e potrebbero essere importanti per il trattamento di    alcune malattie.

• Il loro utilizzo clinico è complicato da problemi non ancora del tutto risolti.

                                                                                          

 

Testo: Fabio Sigovini