a12121 IL PARANORMALE

Marino Franzosi ha 48 anni, libero professionista, di professione informatico con studi in ingegneria elettronica. 

Progetta e sviluppa software per aziende ed enti pubblici (compreso il Comune di Padova) oltre a svolgere attività di consulenza informatica. 

Gli ultimi due progetti realizzati sono. Un software di sottotitolazione di film con sincronia in real time attualmente in uso nei più importanti festival del cinema del mondo. Un progetto per la completa gestione amministrativa e contabile dei procedimenti di mediazione civile per la Camera di Mediazione Patavina. 

Ha aderito al CICAP fin dagli inizi (nel 1990) e dopo un iniziale periodo da semplice socio sostenitore ha iniziato a partecipare più attivamente alla vita del Comitato fino a creare, a Padova nel 1995; il primo gruppo regionale del Comitato ed entrando anche a far parte del Comitato ristretto stesso in qualità di socio effettivo. 

Successivamente ha iniziato a gestire la parte organizzativa dell’organizzazione fino all’apertura, nel 1999, della attuale sede nazionale a Padova. 

Attualmente fa parte del Direttivo Nazionale e continua a seguire la gestione amministrativa oltre naturalmente a tutte le attività “informatiche”. 

 

Nella riunione del 17 gennaio il Club ha avuto come Relatore l’Ing. Marino Franzosi, che ci ha parlato dell’associazione di cui fa parte, il CICAP, ovverossia il ”Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale”. Questa è una associazione senza fini di lucro, nata nel 1989, formata tutta da volontari, che ha come scopo il sottoporre ad esame tutte le affermazioni riguardanti il paranormale; non solo, ma anche le affermazioni riguardanti quelle che possiamo riunire sotto la denominazione di “pseudoscienze”; inoltre, le affermazioni riguardanti misteri, leggende, complotti. Non si occupa, invece, di metafisica e di religione. 

Lo scopo di questo esame e dei controlli che comporta è di distinguere il vero dal falso, arrivando a dimostrare la falsità di tutte quelle affermazioni che non reggono ad una indagine strettamente razionale e risultano appoggiate da prove di cui si possa dimostrare l’inconsistenza. 

Il metodo utilizzato è strettamente scientifico. Si è constatato che, se abbiamo zero controlli risultano plausibili 100 fenomeni, con 100 controlli rimangono plausibili zero fenomeni. Per accettare affermazioni straordinarie, occorre che siano prodotte prove straordinarie. Non può essere accreditato il principio di autorità: una affermazione non può essere considerata vera solo perché è sostenuta da qualche personaggio autorevole. E una teoria per essere accettabile deve essere falsificabile, si deve, cioè, poter trovare qualche osservazione che se fosse vera, la renderebbe falsa. 

A questo punto il Relatore ha presentato un elenco di quelle che raduna sotto la denominazione di “pseudoscienze”: pranoterapia, omeopatia, riflessologia plantare, iri-dologia, astrologia, rabdomanzia, nodi di Hartmann, fiori di Bach, cristalloterapia, uri-noterapia, terapia Di Bella, radioestesia, psicofonia. Da questo elenco, sicuramente in-completo, si vede che per il CICAP non si deve dare credito a molte teorie ed a molti metodi di cura che vanno per la maggiore, e che molti di quelli che le sostengono e propongono andrebbero considerati degli impostori. 

A questo punto il Relatore si è soffermato, come esempio, sulla omeopatia (si cura il male con piccole quantità di ciò che lo ha provocato). 

L’omeopatia è stata proposta per la prima volta nel 1810 da Samuel Hahnemann, ma nessuno studio finora ne ha dimostrato l’efficacia. I suoi principi di base (diluizioni maggiori non diminuiscono l’efficacia ma la aumentano) sono contrari all’evidenza scientifica. 

L’omeopatia si serve di diluizioni centesimali della sostanza attiva, la tintura madre, in acqua, con un rapporto di una goccia su 99 gocce di acqua per ogni grado di diluizione. 

Così la prima diluizione centesimale (indicata con 1CH) ha un rapporto di diluizione di 1 a 100; la seconda (2CH) un rapporto di 1 a 10.000; e così via. Significa che 1CH ha una goccia di sostanza attiva in un bicchiere di acqua; 4CH ha una goccia in una piscina; 10CH ha una goccia nell’acqua del mar Caspio; 11CH ha una goccia nell’acqua del mare Mediterraneo; e così via. Risulta evidente che è difficile credere all’efficacia della sostanza attiva a tali gradi di diluizione, che pure vengono proposti. 

Il Relatore ha concluso dicendo che il CICAP, che vive esclusivamente di volontariato, ha bisogno di qualunque tipo di aiuto, e si può aiutare aderendo o facendo una donazione. Chi fosse interessato può contattare il CICAP via telefono (049.686870) o via e-mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), o procurarsi informazioni sul sito www.cicap.org. 

 

 

Testo:Fabio Sigovini 

Foto: G.Gallegari