a1106 VISITA del GOVERNATORE BRUNO MARASCHIN

Giovedì 6 ottobre 2011 il nostro Club ha ricevuto la visita del Governatore del Distretto 2060 Bruno Maraschin. Dopo il tradizionale incontro del Governatore con il Presidente, il Consiglio Direttivo ed i Presidenti delle Commissioni, i Soci e gli ospiti si sono riuniti per la conviviale. 

 

Il Presidente Felice Ninni, che per l’occasione indossava il collare cerimoniale, ha esordito ricordando che la visita del Governatore é un momento importante nella vita del Club; dopo il saluto alle bandiere, accompagnato dagli inni rotariano, europeo ed italiano, ha voluto ricordare il significato del saluto alle bandiere, come riaffermazione degli ideali del Rotary. Ha poi salutato e presentato il Governatore Bruno Maraschin, accompagnato dalla gentile Signora Ornella, leggendone il ricco curriculum sia professionale che rotariano. 

 

Il Governatore ha preso la parola, presentando innanzitutto il suo Assistente Antonio Corsano, e salutando i nostri Soci attivi a livello distrettuale: Carlo Martines, Istruttore Distrettuale, Alessandro Mioni,Presidente della ONLUS Distrettuale, e Bruno Magnani, della Commissione Distrettuale Informatica. 

 

Il Governatore ha poi trasmesso ai Soci del nostro Club il messaggio del Presidente del Rotary Internazionale Kalyan Banerjee, con un discorso “ sul Cambiamento del Rotary” che per il suo interesse riportiamo qui nella sua integrità. 

 

Il CAMBIAMENTO - E' la terza enfasi o modalità operativa che il P.I. Ha suggerito per rendere attuabile il motto ―Conosci Te stesso per abbracciare l'umanità‖; fondamento di tale enfasi è la famosa frase di Gandhi‖Diventa il cambiamento che desideri vedere nel mondo‖, vale a dire non aspettare che il mondo cambi intorno a te, ma sii protagonista convinto e determinato per attuare quelle azioni di cambiamento che la società in rapida trasformazione richiede. 

Ma quando parliamo di cambiamento riferendoci al nostro Rotary, cosa intendiamo? Trasformazione? Innovazione? Rifondazione? 

Prima di tutto, sempre per rimanere nel Rotary, qualsiasi atto che modifichi la nostra or-ganizzazione deve attenersi ai nostri valori e principi, che costituiscono la guida sicura del nostro comportamento e atteggiamento; in questo ambito dobbiamo operare per tenere il passo con la rapida evoluzione dell'ambiente che ci circonda. 

Secondo il motto di quest'anno, il cambiamento deve avvenire prima di tutto dentro di noi facendo emergere la parte buona della nostra umanità, e cioè la integrità morale, l'etica nel comportamento professionale, la lealtà, la fedeltà alla parola data, il rispetto delle altrui opinioni, la tolleranza, la coscienza del dovere verso la società e delle istituzioni, il senti-mento di empatia verso il prossimo; se riusciamo a realizzare ciò, saremo pronti ada agire e ad abbracciare così l'umanità con lo scopo fondamentale di conseguire la pace universale. 

Questa è una visione intimistica e filosofica del cambiamento, che riguarda la nostra co-scienza, il nostro modo di pensare e di interpretare i fenomeni, ma cambiamento significa soprattutto non solo guardare al futuro ed essere pronti ad affrontare il futuro, ma anche essere protagonisti della trasformazione e delle innovazioni che desideriamo attuare. 

Nel Rotary si sollecita da più parti il cambiamento, ma se diamo uno sguardo a ciò che è avvenuto nel passato lontano e recentemente, la trasformazione e le innovazioni sono state costanti e continue : molte volte, quello che è mancata, forse, è la velocità di cambiamento. All'inizio del Rotary, negli anni dei Pionieri, sono stati formulati e ancorati i principi fondamentali ed inalienabili, principi scelti nel crogiolo di varie etnie, culture , religioni e costumi, in un'epoca in cui si cominciava a prendere coscienza dei diritti dell'uomo, formulati nelle varie Carte Costituzionali di varie nazioni, dei problemi sociali emergenti nella società in rapida trasformazione da una economia prettamente agricola a quella industriale, e in cui le Professioni eccellenti giocavano un ruolo da protagonisti. Fu necessario accertarsi quali principi sarebbero stati universalmente accettati. 

Poi vennero gli anni del collaudo, durante i quali il Rotary è passato attraverso a 2 guerre mondiali, a 2 crisi economiche planetarie, ad una innumerevole successione di conflitti regionali, scontri etnici e religiosi, alla diffidenza delle varie Chiese e di molti Governi e regimi. 

Oggi gode di stima e fiducia universali, anche se vi sono problemi di immagine pubbli-ca. Contemporaneamente agli eventi citati, il mondo è profondamente cambiato: da un lato la globalizzazione, le tecnologie avanzate della comunicazione, i mezzi di traspor-to sempre più veloci, l'informazione istantanea e senza confini, hanno sconvolto la vita, il mondo del lavoro, le abitudini, la famiglia, la vita sociale, il modo di pensare, le relazioni interpersonali; inoltre la costante e forte crescita demografica, le migrazioni dai paesi poveri creano nuove tensioni e nuovi interrogativi. E' evidente che il Rotary non può essere testimone inerte di questi cambiamenti, soddisfatto dei successi del passato. 

Già Paul Harris, in epoca lontana, ricorda: 

―E' bene che non ci sia nulla nel Rotary di così sacro da non poter essere messo da parte in favore di cose migliori. La nostra è un'epoca di esperimenti in un mondo in con-tinua evoluzione e tutto ciò che si dimostra meritevole e progressista è il risultato di precedenti successi e fallimenti. Il Rotary deve continuare ad essere pioniere se non vuole giacere abbandonato nelle retrovie del progresso‖ 

Tali affermazioni di P.Harris sono di estrema attualità: è evidente che il Rotary deve trovare un nuovo adeguato linguaggio per comunicare con le nuove generazioni di potenziali rotariani. 

E su questo argomento, vale a dire il cambiamento, fioriscono meeting e d eventi allo scopo di analizzare la situazione esistente e proporre il nuovo con affermazioni come queste:‖il sistema di comunicazione tra i Soci deve essere migliorato; …..c'è troppa resistenza perchè ciò avvenga; abbiamo problemi di immagine e per superarli bisogna avere un altro approccio;dobbiamo rivoluzionarci; dobbiamo rifondare il Rotary; il Rotary vecchio stile fatto di pranzi formali in tranquilli salotti non è più attuale; fuori il vecchiume... e così via‖. 

E' evidente che tutte queste affermazioni isolate da un contesto di discussione non sono giudicabili in modo attendibile; esprimono tuttavia un disagio per l'attualità rotariana e una forte aspirazione verso il nuovo sulla scia dei cambiamenti che sono intervenuti nelle relazioni interpersonali e con le istituzioni; in ogni caso,bisogna valutare e consi-derare ogni proposta di rinnovamento e inserirla in un quadro compatibile con il Rotary. 

Entrando nello specifico della storia del Rotary possiamo accorgerci che cambiamenti ne sono avvenuti molti in conseguenza alle numerose istanze che provengono dai Club e che sono esaminate dal CdL ogni 3 anni. 

Si possono segnalare a questo proposito quelle più significative e cioè: 

1. la crescita della compagine sociale, del numero di Club e la presenza mondiale; 

2. la istituzione della Fondazione Rotary con lo scopo di essere uno strumento inter-nazionale di servizio; 

3. l'aggiornamento del programma Share in relazione alle modificate esigenze dei Club e dei Distretti 

4. la imminente introduzione del Piano di Visione Futura; 

5. la immissione delle donne; 

6. la introduzione di regole che aiutano la gestione e la programmazione dei Club quale il piano direttivo di Club, il piano direttivo distrettuale, la pianificazione strategica; 

7. è stata rinforzato il programma di formazione dei dirigenti distrettuali e di club; 

8. è stata modificata la geografia e la composizione delle Zone; 

9. sono stati introdotti gli e-club; 

10. si sono moltiplicati i programmi rivolti alle nuove generazioni; 

11. sono stati stabiliti partenariati importanti; 

12. sono stati rinforzati i programmi di miglioramento della comunicazione on-line e a mezzo stampa

Possiamo concludere che il Rotary oggi è sicuramente vitale e gode di buona salute e soprattutto è cosciente di quello che deve fare per innovare e cambiare. Infatti, a pen-sarci bene, le istanze di cambiamento si restringono a 3 indirizzi: 

invito a prediligere l'ammissione di giovani e donne; 

la richiesta di una migliore comunicazione all'interno e all'esterno del Rotary; 

la sollecitazione a concentrare la nostra attività di servizio sulle nuove generazioni. 

Ma ad un attento rotariano non sfugge che in queste direzioni il Rotary si sta muovendo; vale la pena quindi a fare la rivoluzione? C'è bisogno di una rifondazione organizzativa? È utile buttare via il vecchiume? 

Il messaggio è chiaro: cambiare? Sì certamente, ma con ponderazione e riflessione in modo da pianificare con cura e ricercare la condivisione dei Soci di tutto il mondo, compreso il vecchiume . 

 

Al termine del discorso del Governatore si è svolta una breve cerimonia per la consegna al nostro Socio Piero Mazzola, Past President, del Paul Harris Fellow. 

 

Questo riconoscimento, consegnato per mano del Governatore, gli è stato assegnato con la seguente motivazione:

 

“NELL’ANNO DI PRESIDENZA 2010-2011 ,PIERO MAZZOLA HA SVILUPPATO UN’INTENSA ATTIVITA’ DI PROMOZIONE DEL ROTARY COINVOLGENDO LA MASSIME AUTORITA’ ISTITUZIONALI DELLA PROVINCIA E DELLA REGIONE ,CONFERENDO UN PARTICOLARE PRESTIGIO AL CLUB” 

 

Ha poi avuto luogo la cena, al termine della quale il Presidente, nel salutare il Governatore ringraziandolo per la visita, gli ha donato il guidoncino del nostro Club mentre alla gentile Signora è stato consegnata una copia della bella pubblicazione “Donne” offerta dall’autore, il nostro socio Giovanni La Scala. 

 

Il Governatore ha consegnato al Presidente il guidoncino del distretto, e nel ringraziare per l’accoglienza ricevuta ha tenuto a sottolineare con piacere la concordanza di vedute riscontrata nell’incontro con il nostro Presidente. 

Il suo augurio di una buona annata per il nostro Club ha concluso la serata. 

 

 

Testo: F. Sigovini 

Foto:G. Callegari